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Il regime cubano ha designato la funzionaria Johana Tablada de la Torre e suo marito, Eugenio Martínez Enríquez, come nuovi rappresentanti diplomatici in Messico, in un movimento che conferma la strategia di L'Avana di posizionare figure di assoluta fiducia nei ruoli più strategici della sua politica estera.
Tablada de la Torre, vicedirettrice generale per gli Stati Uniti al Ministero delle Relazioni Estere (MINREX) - fino a tempi recenti -, assumerà il ruolo di ambasciatrice e seconda capo missione, mentre Martínez Enríquez ricoprirà la carica di capo principale dell'ambasciata.
Il nominativo di questo matrimonio diplomatico avviene in un contesto regionale segnato dalla caduta di Nicolás Maduro e dall'inizio della transizione in Venezuela, il che ha reso il Messico il principale sostegno energetico e politico del regime cubano.
Con la fine del rifornimento di petrolio da Caracas, il governo di Miguel Díaz-Canel dipende ora dalle spedizioni di greggio messicano per sostenere il precario sistema energetico dell'isola.
Sotto la gestione dell'ambasciatore uscente, Marcos Rodríguez Costa, il Messico si è consolidato come alleato chiave dell'Avana.
Tra il 2023 e il 2025, gli accordi con il governo messicano hanno permesso l'invio di oltre 3.000 milioni di dollari in petrolio e derivati verso Cuba, secondo rapporti indipendenti. Questo supporto è stato vitale per mantenere a galla l'economia cubana, colpita da una profonda crisi energetica e dalla perdita del suo antico benefattore venezuelano.
L'arrivo di Tablada de la Torre e Martínez Enríquez all'ambasciata di Città del Messico mira a garantire la continuità di quell'alleanza.
Entrambi sono funzionari di linea dura, noti per la loro lealtà ideologica e il loro ruolo nella difesa del discorso ufficiale del regime in forum internazionali.
La sua designazione congiunta —un'anomalia nella pratica diplomatica internazionale— evidenzia la priorità che il regime attribuisce alla sede messicana, considerata oggi un centro nevralgico della sua politica estera.
Sui social media, la diplomatica ha definito la sua nomina come un “onore e un impegno con la Rivoluzione”, mentre Díaz-Canel ha sottolineato la “dedizione patriottica” dei nuovi ambasciatori durante la cerimonia di giuramento.
Tuttavia, gli analisti avvertono che questo avvicendamento mira a qualcosa di più della diplomazia: controllare il flusso di risorse energetiche e finanziarie provenienti dal Messico, in un momento in cui Cuba affronta black-out prolungati, scarsità di combustibile e crescente malcontento sociale.
Con la perdita del Venezuela come fonte di sussidi e sotto la pressione internazionale per violazioni dei diritti umani, l'alleanza con il Messico è diventata una questione di sopravvivenza per L'Avana.
Nelle mani di Tablada de la Torre e Martínez Enríquez, quella missione acquista un peso decisivo per il futuro immediato del regime.
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