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Il leader dell'opposizione cubana José Daniel Ferrer ha nuovamente denunciato le condizioni estreme che affrontano i detenuti nelle prigioni del regime comunista, mostrando sui social media un'immagine del cibo che, secondo quanto afferma, ricevono quotidianamente migliaia di prigionieri nell'Isola.
In un messaggio pubblicato su social media X, Ferrer ha condiviso una fotografia inviata in modo anonimo da una prigione cubana e ha descritto il pranzo come una testimonianza della fame sistematica che impera dietro le sbarre.
“Ogni giorno è lo stesso e in molte prigioni è peggio ancora e più severo,” ha scritto l’oppositore, che ha evitato di rivelare il nome del carcere per proteggere la guardia che gli ha inviato l’immagine.
“Ci sono migliaia di prigionieri denutriti.”
Il fondatore dell'Unione Patriottica di Cuba (UNPACU) ha avvertito che l'alimentazione nelle carceri cubane ha provocato una crisi di malnutrizione generalizzata tra i detenuti.
"Ci sono migliaia di detenuti denutriti nelle carceri cubane. Sembrano prigionieri di un campo di concentramento nazista," ha denunciato Ferrer, confrontando il sistema penitenziario della dittatura con scenari di sterminio.
Fame, malattie e morti dietro le sbarre
Oltre alla scarsità di cibo, Ferrer ha messo in guardia sull'impatto diretto delle malattie che si diffondono nelle prigioni, in mezzo a condizioni sanitarie deplorevoli e alla mancanza di assistenza medica.
“Nelle carceri la fame e le malattie, incluso la tubercolosi, uccidono molti detenuti”, ha affermato.
Queste denunce coincidono con i rapporti costanti di familiari e organizzazioni indipendenti che hanno documentato focolai di tubercolosi, epatite, scabbia e altre malattie infettive all'interno dei centri di detenzione cubani, dove il sovraffollamento e la mancanza di medicinali aggravano la situazione.
Un sistema carcerario segnato dall'abbandono
Le prigioni cubane sono state indicate per anni come luoghi di punizione politica e abbandono istituzionale, specialmente per i prigionieri di coscienza e i detenuti per essersi manifestati contro il regime.
In un paese immerso in una crisi economica e sanitaria totale, la realtà dietro le mura penitenziarie riflette, secondo gli attivisti, una delle forme più brutali del collasso statale: la fame trasformata in strumento di controllo.
Mentre il regime insiste nel proiettare discorsi di “potenza medica” e giustizia sociale, le immagini inviate dalle carceri mostrano un scenario opposto, dove migliaia di cubani sopravvivono in condizioni inumane, dimenticati da un sistema che neanche garantisce il più basilare: cibo e salute.
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