
Video correlati:
L'oppositore cubano José Daniel Ferrer ha affermato che il dialogo con i rappresentanti degli Stati Uniti è stato "molto fruttuoso" e ha assicurato che Washington non solo mostra solidarietà con il popolo cubano, ma potrebbe anche diventare un alleato chiave nella ricostruzione del paese quando ci sarà un cambiamento.
In un messaggio pubblicato su X, Ferrer ha sottolineato che le recenti conversazioni con Mike Hammer, capo della missione dell'Ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana, hanno aperto una nuova prospettiva di collaborazione futura.
"Siamo sicuri che, oltre alla solidarietà attuale, gli Stati Uniti saranno anche il nostro migliore alleato nel processo di ricostruzione della nostra patria", ha scritto, sottolineando l'importanza di costruire ponti verso un futuro diverso per Cuba.
Un appello all'azione pacifica
Le dichiarazioni di Ferrer avvengono in un contesto politico particolarmente teso e significativo.
Questo giovedì, l'oppositore ha insistito che i cubani devono sfruttare le attuali condizioni per promuovere un cambiamento nella loro nazione, distaccarsi dalle strutture del regime e guidare un ampio movimento per la libertà e la democrazia.
In un messaggio, ha esortato la popolazione a rompere i legami con le organizzazioni statali e a unirsi a gruppi prodemocratici in modo pubblico o discreto.
"Dobbiamo creare profili con nomi fittizi sui social media e pubblicare ciò che sentiamo realmente, denunciando tutte le ingiustizie e i numerosi e gravi problemi che colpiscono i cubani," ha detto.
"Dovrebbero unirsi alle richieste di liberazione dei prigionieri politici. Coloro che si trovano in condizioni idonee dovrebbero scrivere graffiti con messaggi a favore della libertà; è qualcosa di facile da fare e ha un grande impatto...", aggiunse.
Per Ferrer, l'attuale situazione non richiede solo denunce e dichiarazioni, ma atti concreti da parte dei cittadini che riflettano un impegno reale per la libertà, la democrazia e il benessere.
Solidarietà internazionale e ricostruzione
Sebbene la pubblicazione di Ferrer sia concisa, il riferimento a una "conversazione fruttuosa" con il diplomatico offre un segnale politico rilevante: un riconoscimento che la società civile cubana in esilio e le autorità degli Stati Uniti hanno dialogato sul futuro di Cuba e sul ruolo che il paese nordamericano può avere nel suo processo di transizione.
Durante il 2025, il capo della Missione degli Stati Uniti a Cuba, Mike Hammer, ha mantenuto un profilo attivo, visitando artisti e rappresentanti della società civile, e riaffermando l'impegno di supporto alle libertà fondamentali e alla libertà di espressione, nonostante la sorveglianza degli agenti di sicurezza cubani.
Inoltre, Washington ha fornito aiuti umanitari attraverso la Chiesa cattolica per alleviare le condizioni delle famiglie colpite dalla crisi, sottolineando che tale assistenza mira ad alleviare la sofferenza della popolazione in un contesto di deterioramento accelerato delle condizioni di vita.
Un alleato strategico in tempi di tensione
Le parole di Ferrer arrivano in un momento di crescente tensione tra gli Stati Uniti e L'Avana, segnato da contatti diplomatici iniziali dopo un'operazione militare in Venezuela che si è conclusa con la cattura di Nicolás Maduro.
In questo contesto, Ferrer ha espresso apertamente di considerare gli Stati Uniti come un partner indispensabile per raggiungere un futuro libero e prospero per Cuba, e non come un nemico, distaccandosi dalla narrativa ufficiale che storicamente presenta Washington come un avversario.
Il lunedì, in un messaggio a Díaz-Canel, espresse: "Se continuano a opprimere e reprimere il popolo, sarete Voi i responsabili di ciò che accadrà. Un popolo schiavizzato desidera che qualcuno lo salvi, e se sarà gli Stati Uniti a farlo, la stragrande maggioranza dei cubani sarà grata. (...) Voi siete molto prepotenti con il popolo disarmato, ma troppo codardi per affrontare gli Stati Uniti."
L'idea che gli Stati Uniti possano svolgere un ruolo centrale nella ricostruzione di Cuba dopo decenni di crisi economica e di diritti è stata raccolta da settori dell'opposizione cubana e dell'esilio, come un elemento chiave per una transizione che includa supporto internazionale e cooperazione per superare la povertà, la mancanza di libertà e le carenze strutturali che affliggono il paese.
Il ruolo di Ferrer nell'opposizione cubana
José Daniel Ferrer è il fondatore dell'Unione Patriottica di Cuba (UNPACU) ed è stato una figura di spicco nella lotta per la democrazia nell'isola per anni, affrontando arresti, detenzione e persecuzione.
La sua attuale strategia politica combina appelli al cambiamento interno con la ricerca di sostegno internazionale per amplificare la pressione politica e morale sul regime.
La sua chiamata a considerare gli Stati Uniti come un alleato strategico nella ricostruzione di Cuba rappresenta un ulteriore passo nella sua visione di una transizione che includa la cooperazione di attori esterni impegnati per la democrazia e i diritti umani.
In questo senso, Ferrer ha insistito sul fatto che la liberazione del popolo cubano passa attraverso una combinazione di azioni interne, organizzazione cittadina e relazioni internazionali che favoriscano l'apertura politica.
Archiviato in: