Trump invia Tom Homan, il suo zar per la frontiera, in Minnesota



Tom Homan insieme a Donald TrumpFoto © X/@RealTomHoman

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato questo lunedì l'invio di Tom Homan, uno dei suoi principali responsabili in materia di migrazione noto come il “zar della frontiera”, in Minnesota per dirigere le operazioni del Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE) in quello stato e supervisionare le indagini federali relative all'operazione migratoria in corso.

La decisione avviene in un contesto di forte tensione sociale e politica scatenata dall'operazione di controllo migratorio conosciuta come Operation Metro Surge, avviata nel dicembre 2025 nella regione di Minneapolis e Saint Paul.

Questa mobilitazione di agenti federali ha incluso arresti di massa e scontri con residenti e manifestanti, ed è stata criticata da autorità locali, statali e organizzazioni per i diritti civili.

La Casa Bianca, attraverso pubblicazioni sui social media dello stesso Trump e dichiarazioni ufficiali, ha indicato che Homan avrà la responsabilità di coordinare le azioni dell'ICE sul campo, oltre a guidare le indagini su presunti furti milionari in programmi di assistenza sociale in Minnesota, fatti che l'amministrazione ha collegato —sebbene senza presentare prove conclusive— con la violenza e le proteste nella zona.

Trump ha dichiarato che Homan riferirà direttamente alla Casa Bianca, sottolineando la sua esperienza come ex direttore ad interim dell'ICE e il suo passato in politiche migratorie rigorose.

L'annuncio arriva dopo che agenti federali hanno aperto il fuoco contro diverse persone durante l'operazione, compresi due casi mortali che hanno generato un'onda di indignazione e proteste a Minneapolis e oltre.

Tra le vittime c'è Alex Pretti, un infermiere di 37 anni che è stato colpito il 24 gennaio da agenti durante uno scontro tra forze federali e residenti o manifestanti, un evento che ha intensificato il dibattito sull'uso della forza e sui limiti della presenza federale.

La misura è stata difesa da funzionari dell'amministrazione Trump, inclusi i leader del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, i quali sostengono che la supervisione federale sia necessaria per garantire la sicurezza pubblica e continuare con gli arresti di immigrati considerati ad alta pericolosità.

Tuttavia, la risposta delle autorità locali non è stata unanime. Il governatore del Minnesota, Tim Walz, così come altri leader democratici e figure comunitarie, hanno ripetutamente chiesto il ritiro degli agenti federali e hanno criticato il dispiegamento, sostenendo che ha creato un clima di paura, confronto e sfiducia nella comunità, mentre hanno richiesto indagini indipendenti sugli spari e sull'operato dell'ICE.

La spedizione di Homan in Minnesota segna una nuova svolta in una crisi migratoria che ha posto al centro del dibattito nazionale il rapporto tra autorità federali e statali, l'uso della forza pubblica e la politica migratoria dell'amministrazione Trump.

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