Escalazione della crisi diplomatica tra Nicaragua e Spagna



Daniel Ortega (i) e Pedro Sánchez (d)Foto © Collage / Cancelleria di Cuba - YouTube/Screenshot

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La fragile relazione tra Nicaragua e Spagna è entrata in una fase critica dopo un inaspettato scambio di espulsioni diplomatiche.

In appena 24 ore, entrambi i governi hanno ordinato l'uscita dei loro rispettivi ambasciatori, in un gesto di massima tensione che sospende gli sforzi per ricomporre una relazione segnata da anni di rimproveri, condanne internazionali e accuse di ingerenza.

La crisi attuale non solo priva di rappresentanza entrambe le legazioni, ma riflette il profondo deterioramento tra il governo di Spagna e la dittatura di Daniel Ortega.

Espulsioni in catena: Il detonatore immediato

Questo domenica, il governo del Nicaragua ha ordinato l'espulsione dell'ambasciatore di Spagna a Managua, Sergio Farré Salvá, così come del secondo capo della delegazione diplomatica, Miguel Mahiques Núñez.

La misura è stata definita "ingiusta" dal Ministero degli Affari Esteri spagnolo e ha provocato una reazione immediata.

In applicazione del principio di reciprocità, la Spagna ha ordinato l'uscita dell'ambasciatore del Nicaragua a Madrid, Mauricio Carlo Gelli, e di un altro diplomatico nicaraguense.

"Il Governo di Spagna continuerà a lavorare per avere le migliori relazioni con il popolo amico del Nicaragua", ha sottolineato il Ministero in un comunicato, cercando di segnare una distanza tra il popolo e il regime.

L'ambasciatore spagnolo era stato nominato ambasciatore appena poche settimane prima, a dicembre, e aveva presentato le sue lettere credenziali all'inizio di gennaio.

L'espulsione, quindi, avvenne quando stava appena iniziando la sua attività diplomatica nel paese centroamericano.

“La espulsione risulta particolarmente evidente per la brevità del mandato dell’ambasciatore”, ha sottolineato Euronews.

Por parte sua, Mauricio Carlo Gelli ha confermato a EFE che si trovava già al di fuori del territorio spagnolo dopo essere stato notificato domenica.

“Il Spagna mi ha applicato la reciprocità,” ha dichiarato prima di intraprendere il suo ritorno a Managua, con scalo a Roma.

Motivi opachi e contesto repressivo

Fino a questo momento, né il governo del Nicaragua né il suo Ministero degli Esteri hanno offerto una spiegazione formale sulle cause che hanno portato all'espulsione di Farré.

“Le cause dell’espulsione non sono state chiarite dalle autorità nicaraguensi”, concordano diversi media spagnoli.

L'assenza di argomenti ufficiali alimenta la percezione di arbitrarietà e repressione politica da parte del governo di Ortega.

L'espulsione avviene anche in un contesto di forte condanna internazionale alle pratiche del regime.

Organismi come le Nazioni Unite hanno avvertito che in Nicaragua “le garanzie di base e fondamentali sono state eliminate con le riforme intraprese da Ortega”, mentre la comunità internazionale ha ampiamente respinto le elezioni presidenziali del 2021, in cui Ortega si è proclamato vincitore per la quarta volta consecutiva.

Nel 2023, il governo nicaraguense espulse e privò della nazionalità centinaia di oppositori, ex funzionari, difensori dei diritti umani, giornalisti e attivisti. La Spagna, in un gesto diplomatico, offrì la nazionalità a molti di loro, un gesto che il regime considerò una provocazione.

Crisis ricorrente: un passato di tensioni

Questo nuovo episodio si aggiunge a una lunga serie di attriti tra Madrid e Managua.

Dal 2018, quando sono iniziate le proteste di massa contro Ortega e la repressione sistematica del governo nicaraguense, la Spagna ha mantenuto una posizione critica e costante.

Già nel 2021, il governo spagnolo ha ritirato la sua ambasciatrice a Managua, María del Mar Fernández-Palacios, dopo quelle che ha definito "gravi e infondate accuse" del regime nicaraguense.

La Cancelleria di Ortega aveva accusato la Spagna di ingerenza, arrivando persino ad alludere ai GAL e alla situazione della Catalogna come forma di attacco politico.

Nel marzo del 2022, quando la Spagna tentò di riavviare la relazione rimandando nuovamente la sua ambasciatrice, il Nicaragua negò il plácet. In risposta, la Spagna ritirò la sua proposta e Managua, a sua volta, richiamò il suo ambasciatore a Madrid.

Sembrava quindi che le relazioni si congelassero definitivamente. Un tentativo di normalizzazione è avvenuto nel luglio del 2022, quando è stata nominata una nuova ambasciatrice spagnola, Pilar María Terrén, che è riuscita a presentare le credenziali nel febbraio del 2023. Tuttavia, il fragile equilibrio si è nuovamente rotto.

Spagna e la condanna al regime di Ortega

A marzo dello scorso anno, il Congresso spagnolo ha approvato una proposta non legislativa per condannare "la sistematica violazione dei diritti umani in Nicaragua", chiedere l'immediata cessazione della repressione e promuovere nuove sanzioni europee contro il regime di Ortega.

L'iniziativa ha ricevuto supporto sia dal Governo che dall'opposizione, riflettendo un consenso politico a Madrid sulla gravità della situazione nel paese centroamericano.

La posizione spagnola è stata chiara: nessun riconoscimento delle elezioni del 2021, sostegno all'opposizione democratica e rifiuto categorico delle politiche repressive del regime Ortega-Murillo.

Come risultato, le relazioni diplomatiche sono state caratterizzate da sfiducia e confronto, che ora sfociano in una crisi aperta.

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