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Un immigrato che vive a Minneapolis, identificato solamente come “Martín” per motivi di sicurezza, ha dichiarato di non uscire di casa da quasi un mese a causa del panico provocato dai recenti blitz del Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane degli Stati Uniti (ICE).
L'uomo ha spiegato alla catena Telemundo che rimane chiuso in casa e riceve cibo grazie a organizzazioni sociali che lo aiutano a far fronte alla situazione. Ha indicato che qualsiasi rumore nel quartiere lo mette in allerta, in un clima di crescente tensione tra le comunità migranti della città.
Martín risiede vicino all'area in cui il 7 gennaio è morta Renee Nicole Good, una donna americana di 37 anni, colpita dai proiettili di un agente dell'ICE durante un'operazione contro la migrazione irregolare.
Il caso, che è ancora sotto inchiesta, ha generato proteste e una vasta polemica politica in tutto il paese.
Le autorità locali ritengono che l'agente abbia sparato in modo ingiustificato, mentre l'agenzia federale sostiene che ha agito in legittima difesa.
La morte di Good ha intensificato la paura tra gli immigrati di Minneapolis, molti dei quali evitano di uscire per timore di nuove retate da parte dell'ICE.
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