Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato mercoledì che la sua amministrazione revokerà la cittadinanza a qualsiasi immigrato naturalizzato, compresi quelli provenienti dalla Somalia, che venga condannato per aver truffato cittadini statunitensi.
"Revoceremo anche la cittadinanza di qualsiasi immigrato naturalizzato proveniente dalla Somalia, o da qualsiasi altro luogo, che venga condannato per aver truffato i nostri cittadini. Li faremo uscire da qui prima di tutto, e se vieni negli Stati Uniti per rubare agli americani, ti metteremo in prigione e ti rimandiamo nel posto da cui sei venuto", ha dichiarato il mandatario durante un discorso al Club Economico di Detroit.
L'annuncio rafforza la politica migratoria di "tolleranza zero" promossa dalla Casa Bianca, che mira a punire con maggiore severità le frodi migratorie e i crimini commessi da naturalizzati.
Secondo Trump, "la cittadinanza è un privilegio, non un diritto", e coloro che violano le leggi "perderanno quel privilegio".
Il discorso del presidente coincide con il inasprimento dei processi di disnaturalizzazione applicato da dicembre, quando il Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) ha ordinato una revisione massiccia dei casi e la sospensione temporanea delle richieste di asilo, residenza e naturalizzazione per cittadini di 19 paesi considerati ad alto rischio, tra cui Cuba, Venezuela, Somalia ed Haiti.
Le nuove misure, giustificate come parte di una "guerra contro la frode", hanno suscitato preoccupazione tra le organizzazioni per i diritti umani, che temono un uso politico del processo di revoca. L'amministrazione Trump sostiene che il suo obiettivo è proteggere la sicurezza nazionale e garantire che "solo i migliori" ottengano la cittadinanza americana.
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