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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente posto Cuba al centro della sua narrativa politica internazionale condividendo sul suo profilo di Truth Social una previsione che non è passata inosservata.
Il presidente repubblicano ha replicato a un commento dell'analista conservatore Marc Thiessen, il quale ha affermato che Trump visiterà “un Iran libero, una Havana libera e una Caracas libera” prima di lasciare la presidenza.
Il messaggio, diffuso nella mattinata di domenica, rimanda a un'intervista di Thiessen nel programma Life, Liberty & Levin di Fox News, dove il commentatore politico ha predetto una serie di trasformazioni democratiche promosse dall'attuale amministrazione statunitense.
Thiessen ha attribuito questa possibile trasformazione alla leadership di Trump in materia di sicurezza internazionale e politica estera. Riferendosi al caso cubano, ha scommesso che, prima della fine dell'attuale mandato, l'isola smetterà di essere sotto il controllo del regime comunista. È andato anche oltre, assicurando che Trump verrebbe accolto “come un eroe” all'Avana dopo un eventuale cambiamento politico.
Le parole dell'analista non emergono nel vuoto. La previsione arriva appena pochi giorni dopo che lo stesso Trump ha lanciato un avvertimento esplicito al regime cubano, anche attraverso Truth Social, in un contesto regionale segnato dalla cattura di Nicolás Maduro in Venezuela e dal crollo del sostegno politico ed economico che per anni La Habana ha ricevuto da Caracas.
“Vi consiglio di raggiungere un accordo prima che sia troppo tardi”, scrisse Trump in quel messaggio, in cui affermava che Cuba non potrà più contare né sul petrolio né sul denaro venezuelano e suggeriva che l'isolamento internazionale del regime si approfondirà.
Dentro di Cuba, dove la crisi economica, i blackout e la migrazione massiccia continuano a segnare la vita quotidiana, questo tipo di dichiarazioni vengono ricevute con una miscela di speranza, scetticismo e paura.
Per la diaspora, invece, l'idea di una "Havana libera" evocata dalla Casa Bianca tocca corde profonde, segnando la possibilità del ricongiungimento, del ritorno e della fine di una storia di esili forzati.
Condividendo la previsione di Thiessen, Trump non ha annunciato una politica concreta né un calendario, ma ha chiarito che Cuba fa parte della sua visione geopolitica e del suo discorso di chiusura del ciclo presidenziale.
Tra l'avvertimento al regime e la promessa implicita di libertà, il messaggio rimette l'isola di fronte a un bivio che milioni di cubani continuano a osservare con attenzione e ansia.
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