Il regime cubano ha innalzato ieri il suo tono di confronto sulla scena internazionale condannando la cattura dell'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte delle forze speciali statunitensi.
Durante una sessione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, l'ambasciatore cubano Ernesto Soberón Guzmán ha definito l'operazione come un'“aggressione vigliacca e criminale”, in un intervento contrassegnato dal consueto discorso dell'Avana in difesa dei suoi alleati autoritari.
L'aggressione codarda degli Stati Uniti contro il Venezuela è un atto criminale, che viola il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite”, ha dichiarato Soberón Guzmán di fronte all'assemblea, ripetendo la retorica antiamericana che il regime cubano mantiene da decenni.
Secondo il rappresentante, l'arresto di Maduro costituisce "un'escalation pericolosa della campagna di guerra sostenuta da anni dagli Stati Uniti contro quella nazione sorella".
Il diplomatico ha anche denunciato quello che ha descritto come “il dispiegamento navale aggressivo nel Mar dei Caraibi sotto pretesti mendaci e accuse infondate”, un riferimento all'operazione militare statunitense che ha preceduto la cattura del líder chavista.
Soberón Guzmán ha presentato il Venezuela come vittima di una presunta “campagna imperialista” e ha invitato la comunità internazionale a “fermare l'impunità con cui agisce Washington”.
Tuttavia, l'ambasciatore cubano non ha menzionato nel suo intervento la morte di 32 militari cubani durante l’azione in cui è stato catturato Maduro. Non l'ha neanche denunciata, o perlomeno non è apparsa nel frammento trasmesso dal Noticiero de la Televisión Cubana (NTV), che ha incentrato la sua copertura esclusivamente sugli attacchi verbali contro gli Stati Uniti.
Il discorso del rappresentante cubano, ampiamente diffuso dalla televisione di Stato, ha seguito il consueto copione propagandistico del regime: esaltazione della sovranità, accuse di ingerenza e ferma difesa dei suoi alleati regionali.
In contrasto, numerosi paesi hanno sostenuto il processo di transizione in Venezuela e l'azione degli Stati Uniti come garante della legalità internazionale di fronte ai crimini del chavismo.
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