"Sáquenme de aquí": Axere irrompe nei social con una canzone su vivere un altro anno a Cuba



Il cantante è conosciuto a L'Avana per il suo brano "Todas las que me gustan" e la sua collaborazione con Wampi, "¿Quieres Ser Mi Pocha?". Questa nuova canzone mantiene il suo stile spensierato ma offre un duro ritratto della società cubana e dei sogni dei giovani sull'isola.

Axere / Un altro anno a CubaFoto © YouTube Axere

Il giovane musicista cubano Axere sta infiammando i social network con il suo nuovo brano “Otro año en Cuba”, una canzone che è diventata il grido disperato di migliaia di giovani che sognano di emigrare.

Estrenata il 31 dicembre 2025, la canzone ha accumulato più di 38.000 visualizzazioni su YouTube e ha già diversi video virali su Instagram.

Axere, insieme al produttore Drumglass, riesce a catturare con ironia, crudezza e ritmo, la stanchezza generazionale di fronte alla crisi interminabile dell'isola.

“Fatemi uscire di qui”

Il tema mescola rabbia e tenerezza in frasi che ritraggono con umorismo nero la realtà quotidiana.

“Come va il mio conto, spegnerò il Morro nel 2050” o “Tutto lo sopporto, ma non sopporterei che il mio migliore amico si prenda la Coca-Cola dell'oblio”, sono alcune delle frasi memorabili.

La canzone ha parole forti, ma quel linguaggio si connette con la frustrazione di una gioventù che sente scivolare via il tempo senza realizzare i propri desideri, sotto la pressione di una società che li costringe a cercare la realizzazione personale all'estero.

Nel video, diretto da @neztor_poveda, una famiglia celebra il capodanno su una terrazza all'Avana. Condividono con gioia ciò che hanno, ma a mezzanotte, dopo il brindisi e i baci, tutti escono con le loro valigie per fare il giro dell'isolato, una tradizione che simboleggia il desiderio di lasciare Cuba.

Cronaca di un paese esausto

Entre riferimenti ai blackout, al prezzo del dollaro in El Toque, alla mancanza di trasporti, ai problemi abitativi e alle misure restrittive di Donald Trump, Axere mostra la sensazione di paralisi generale che si vive nel paese, dove coloro che non possono emigrare hanno solo l'opzione di resistere, di "sopportare tutto".

Il giovane musicista riesce a esprimere ciò che molti discorsi politici non riescono a raggiungere. Descrive la disperazione, ma lo fa senza perdere la scintilla cubana e salvando il lato umano, quel essere che abita in ogni cubano e che, in mezzo a tanto disastro, si rifiuta di rinunciare a creare e a vivere un giorno il meglio di questo paese.

“Otro anno in Cuba” è una canzone scomoda e necessaria, una miscela di protesta, sfogo e poesia di strada che potrebbe finire censurata nei media ufficiali. Sui social, dove i giovani hanno voce, ogni giorno più utenti ascoltano il grido: “¡Sáquenme de aquí repinga!”.

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Redazione di CiberCuba

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