Il trovador Raúl Torres respinge gli attacchi contro la FAC e la descrive come “un santuario da proteggere”



L'autore di Candil de Nieve difende la Fábrica de Arte Cubano di fronte ad accuse di razzismo, sottolineando la sua indipendenza e il valore culturale. FAC affronta l'attacco di istituzioni culturali e mezzi ufficiali, dopo il recente omaggio a Celia Cruz, il che tensa i rapporti con il regime.

Artisti, intellettuali e utenti dei social media hanno espresso il loro sostegno alla FACFoto © Facebook/Raúl Torres e Fábrica de Arte Cubano

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Il trovador cubano Raúl Torres ha difeso pubblicamente la Fábrica de Arte Cubano (FAC), descrivendola come “un santuario da proteggere”, nel mezzo della polemica scatenata da accuse di discriminazione razziale contro lo spazio culturale guidato dal musicista e compositore X Alfonso.

In un ampio post su Facebook, Torres ha affermato di parlare “con attenzione, ma con chiarezza”, e ha respinto le critiche nei confronti della FAC, emerse dopo un incidente in cui un giovane ha denunciato, alla fine di dicembre, di essere stato impedito di entrare nel locale con la motivazione del “diritto di ammissione”.

Captura di Facebook/Alma Candil Raulito Torres

Secondo il musicista, si è sollevato “troppo polverone” attorno a un progetto che considera unico nel panorama culturale cubano.

Torres ha raccontato il suo legame personale con FAC, dove si era esibito anni fa per invito di Carlos Alfonso, e ha assicurato che, sebbene il suo percorso artistico abbia preso poi un'altra direzione, non è mai stato espulso né messo al bando dal luogo.

Ha anche ricordato una conversazione con X Alfonso che ha definito come un esempio di onestà, in cui il creatore della FAC ha chiarito che non rispondeva né al Governo né a istituzioni dello Stato.

Captura di Facebook/Alma Candil Raulito Torres

Il trovador ha negato di aver assistito o sentito atteggiamenti razzisti all'interno dello spazio. "Non l'ho mai creduto", ha scritto, e ha assicurato che la FAC è sempre stata un rifugio dove "l'unica cosa che segrega è la bellezza".

A suo giudizio, si tratta di un laboratorio creativo in cui il colore della pelle si dissolve nella cultura condivisa e in cui l'arte funge da territorio comune.

Senza difendere un'istituzione “perfetta”, Torres ha esortato a proteggere ciò che ha definito un “miracolo quotidiano” e ha criticato l'accumulo di rancori e la manipolazione politica del conflitto.

“Abbiamo problemi maggiori da risolvere,” ha sottolineato, chiedendo al contempo di non distruggere uno dei pochi spazi culturali d’avanguardia che, ha detto, esistono ancora nel paese.

Le dichiarazioni del cantautore arrivano dopo che la FAC ha risposto pubblicamente alle accuse dell'Istituto Cubano della Musica e di altri media ufficiali, definendole “false, vergognose e diffamatorie”.

In un comunicato diffuso sui social media il 1° gennaio, la FAC ha denunciato una campagna ufficiale per screditare un progetto indipendente che promuove l'inclusione e la diversità da oltre un decennio.

Il centro culturale ha sostenuto che la polemica si sia intensificata dopo la decisione di rendere omaggio a Celia Cruz (1925-2003) in occasione del centenario della sua nascita, un evento che è stato censurato all'ultimo momento dalle autorità.

Ha anche sottolineato la sua indipendenza economica e artistica, così come il suo impegno comunitario in situazioni di emergenza e durante la pandemia.

Artisti, intellettuali e utenti dei social media hanno espresso il loro sostegno alla FAC, tra cui la musicologa Rosa Marquetti e numerosi cittadini che considerano ingiusto l'attacco ufficiale.

Per molti, la controversia riflette la crescente tensione tra gli spazi culturali autonomi e l'apparato istituzionale del regime, in un contesto segnato da tentativi di controllo e censura.

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Redazione di CiberCuba

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