Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha condiviso sulla sua piattaforma Truth Social un video non verificato che afferma che la città di Mashhad, la seconda più grande dell'Iran, “è caduta sotto il controllo dei manifestanti”.
La pubblicazione, basata su un contenuto diffuso dal canale azerbaigiano Kanal13, sostiene che oltre un milione di persone hanno costretto le forze del regime a ritirarsi, qualcosa che fino ad ora non è stato confermato da fonti indipendenti.
Mashhad, con circa quattro milioni di abitanti e sede di uno dei principali santuari sciiti, è stata uno dei centri più attivi delle proteste che, dalla fine di dicembre, scuotono l'Iran.
Le manifestazioni sono iniziate a causa della crisi economica, del crollo del rial iraniano e dell'aumento del costo della vita, ma si sono rapidamente trasformate in un movimento politico contro il regime clericale.
Il video condiviso da Trump mostra presunti manifestanti che intonano slogan contro il leader supremo Alí Jamenei e proclamano il ritorno eventuale dell'esiliato Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià dell'Iran.
Tuttavia, Reuters, Associated Press e Le Monde segnalano che non ci sono prove verificabili che le forze di sicurezza abbiano abbandonato Mashhad né che i manifestanti controllino la città.
Le restrizioni imposte da Teheran su internet, comprese le interruzioni parziali e i blocchi delle reti mobili, rendono difficile la conferma dei fatti. Secondo Iran International, le forze statali rimangono dispiegate a Mashhad e in altre città, dove si registrano scontri intermittenti tra giovani e unità della Guardia Rivoluzionaria e la milizia Basij.
Trump, che ha espresso il suo sostegno pubblico ai manifestanti iraniani, ha avvertito la scorsa settimana che gli Stati Uniti "interverrebbero" se il regime usasse forza letale contro manifestazioni pacifiche.
In dichiarazioni successive, tuttavia, ha precisato le sue parole e ha attribuito alcune morti a "problemi di controllo della folla", generando confusione sulla posizione ufficiale di Washington.
Secondo l'organizzazione HRANA, almeno 42 persone sono morte dall'inizio delle proteste e oltre 2.000 sono state detenute, mentre i media iraniani vicini al regime riportano centinaia di feriti tra poliziotti e miliziani.
Sebbene la veridicità del video diffuso da Trump non sia ancora stata confermata, le mobilitazioni a Mashhad e in altre città mostrano che il malcontento sociale in Iran si è trasformato in una sfida politica diretta al regime di Jamenei, in un contesto di crisi economica e di una crescente ondata di repressione.
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