L'Iran disconnette il paese dal mondo per fermare le proteste: Il blackout digitale che allarma e ricorda Cuba



L'Iran affronta proteste di massa con un blackout digitale, bloccando internet e le reti mobili. La misura, simile a tattiche in Cuba, mira a silenziare le manifestazioni e isolare il paese dal mondo esterno.

Rappresentazione visiva di un blackout di internet nel mezzo di proteste sociali.Foto © Illustrazione generata con IA.

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In mezzo a proteste che ormai durano da quasi due settimane, le autorità iraniane hanno limitato giovedì l'accesso a Internet globale, lasciando il paese praticamente isolato dal resto del mondo, come confermato dall'agenzia EFE.

Dalle ore del pomeriggio, connettersi a siti ospitati al di fuori dell'Iran è diventato impossibile. Nemmeno le VPN funzionavano, strumenti essenziali per eludere la censura e accedere a applicazioni bloccate come WhatsApp o Telegram.

Il taglio, di portata nazionale, sembra progettato per impedire che immagini, video e testimonianze delle manifestazioni superino i confini.

La organizzazione NetBlocks, specializzata nel monitoraggio della censura e del traffico internet, ha avvertito su X che l'Iran è entrato in un "blackout" digitale su scala nazionale, dopo una serie di misure destinate a controllare le proteste. La piattaforma ha avvertito che queste azioni "ostacolano" il diritto di comunicazione in un momento critico per la popolazione.

Altri rapporti diffusi sui social media rinforzano la gravità della situazione. L'account verificato SilverTrade ha affermato che il regime islamico ha tagliato l'accesso mobile a internet, citando dati di Cloudflare Radar che mostrano come le reti IPv6 iraniane siano state completamente disconnesse, lasciando milioni di utenti senza connessione globale mentre le proteste si intensificavano.

L'attivista e analista Noa Magid è stata ancora più decisiva su X affermando che il regime ha interrotto non solo l'internet, ma anche le linee telefoniche in tutto il paese. “Siate la loro voce”, ha scritto, in un appello a non lasciare che il blackout cancelli ciò che accade dentro l'Iran.

Per i cubani, dentro e fuori dall'Isola, la situazione risulta dolorosamente familiare. Il taglio di internet come risposta al malcontento sociale è una strategia già conosciuta: isolare, disinformare e guadagnare tempo.

In Cuba, il blackout digitale ha accompagnato momenti chiave di protesta, cercando di impedire che il mondo veda cosa succede quando la gente scende in strada.

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Redazione di CiberCuba

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