Incontra Pedro Rojas, il venezuelano che ha gridato “criminale” a Maduro nella corte di New York



Pedro Rojas, attivista ed ex prigioniero politico venezuelano, ha confrontato Nicolás Maduro in un tribunale di New York, chiamandolo "criminale" per il danno inflitto al popolo venezuelano. Il suo gesto ha avuto risonanza a livello globale.

Pedro Rojas e Nicolás Maduro arrestati.Foto © Collage/Telemundo 51 e Social Media

Video correlati:

Cuando Nicolás Maduro usciva scortato dall'aula del tribunale federale di Manhattan, ammanettato e sotto custodia di agenti statunitensi, una voce ruppe il silenzio solenne del processo giudiziario. Non era quella di un pubblico ministero né di un giudice, ma quella di un giovane venezuelano che, in piedi, decise di esprimere ad alta voce ciò che milioni hanno ripetuto per anni in privato e dall'esilio.

“Nicolás Maduro, sei un criminal e pagherai per tutto il danno che hai fatto al popolo venezuelano”, fu il suo grido.

L'uomo che ha lanciato quella accusa diretta si chiama Pedro Rojas. Ha 33 anni, è un attivista politico ed ex prigioniero del regime chavista.

La sua storia, segnata da carcere, persecuzione e fuga, è stata ricostruita in un'intervista rilasciata a Telemundo 51, dopo il drammatico episodio avvenuto lo scorso 5 gennaio nella corte di New York.

Secondo quanto riferito da Rojas al giornalista Ernesto Grillo, la sua reazione non è stata improvvisata né frutto di un impeto. È stato un atto di responsabilità.

“Sentivo di dover parlare per coloro che non erano lì,” ha spiegato riferendosi ai migliaia di venezuelani incarcerati, torturati o costretti all'esilio sotto il regime di Maduro.

Pedro Rojas è nato nello stato Zulia e sin da giovane si è coinvolto nella politica oppositrice. È stato coordinatore locale del partito Primero Justicia, una delle principali forze che per anni ha denunciato le violazioni dei diritti umani in Venezuela.

Quella militanza le costò la libertà; dopo essere stato arrestato, trascorse mesi in prigione e poi rimase agli arresti domiciliari, sorvegliato dal apparato repressivo dello Stato.

Come tanti altri, è finito per scappare. È arrivato negli Stati Uniti in cerca di sicurezza e libertà, ma anche con le cicatrici di un'esperienza che non si cancella.

Per questo, quando vide Maduro presentarsi davanti alla giustizia statunitense proclamandosi “un uomo decente”, “un uomo di Dio” e “presidente sequestrato”, qualcosa si ruppe.

“Tu non sei un uomo di Dio”, gli ha gridato anche dentro alla sala, come ha confermato nella sua testimonianza. Maduro ha risposto indicando il cielo e ripetendo la sua narrativa di persecuzione, la stessa che ha usato per anni per giustificare il potere assoluto e la repressione.

Il momento è rimasto impresso nella memoria di chi era presente e è rapidamente diventato virale. Rojas ha spiegato di non aver parlato solo per sé stesso. Ha parlato per coloro che non sono riusciti a lasciare il paese, per quelli che sono ancora in prigione, per quelli che sono morti senza giustizia. E il suo gesto ha risuonato oltre i confini del Venezuela.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.