Gli Stati Uniti intercettano un altro petroliera legato al Venezuela: e sono due in poche ore



Si tratta del secondo petroliera intercettato nelle ultime ore.

Immagine di riferimentoFoto © X / Comando Meridionale degli Stati Uniti

In un nuovo capitolo della sua offensiva contro il trasporto marittimo di petrolio sanzionato, le forze armate degli Stati Uniti hanno intercettato in acque internazionali la nave M/T Sophia, un'imbarcazione collegata al commercio petrolifero venezuelano.

L'operazione è stata eseguita nella mattina di mercoledì ed è parte di una serie di azioni recenti volte a interrompere le vie di finanziamento del regime di Nicolás Maduro.

La detenzione della Sophia avviene nel contesto di un'intensificazione della campagna navale statunitense per bloccare gli introiti petroliferi che sostengono governi sanzionati e reti di trasporto che operano al di fuori del sistema finanziario internazionale.

"In un'azione svolta questa mattina prima dell'alba, il Dipartimento della Guerra, in coordinamento con il Dipartimento della Sicurezza Nazionale, ha arrestato senza incidenti una petroliera apolide e sanzionata della flotta oscura", ha riferito l'Esercito statunitense su X.

Il nave, considerato parte della cosiddetta "flotta oscura", è scortato da unità militari statunitensi verso il territorio nazionale.

Si trattava di una nave "apolide e sanzionata", identificata come parte di una rete di imbarcazioni utilizzate per trasportare petrolio di origine venezuelana sotto strutture di evasione: senza una bandiera riconosciuta, con documentazione alterata o registri inesistenti.

Il Sophia, un superpetroliero di grande capacità, avrebbe operato per mesi come parte di una struttura logistica che collega i porti venezuelani a destinazioni in Asia e Europa, eludendo i meccanismi di tracciamento navale e commerciale.

La sua cattura rappresenta un colpo diretto a questa rete e conferma la volontà di Washington di esercitare il controllo anche nelle acque internazionali.

"Gli Stati Uniti continuano a imporre il blocco contro tutte le navi della flotta oscura che trasportano illegalmente petrolio venezuelano per finanziare attività illecite, rubando al popolo venezuelano. Sarà consentito solo il commercio energetico legittimo e legale, secondo quanto stabilito dagli Stati Uniti," ha avvertito su X il segretario della Guerra statunitense, Pete Heghseth.

La cattura del Marinera: Un altro colpo alla rete di trasporto sanzionata

Questo operativo contro il Sophia avviene subito dopo un'altra azione simile: la cattura della nave Marinera, precedentemente conosciuta come Bella 1.

El Marinera è stato intercettato martedì dopo oltre due settimane di inseguimento nell'Atlantico, dopo aver eluso molteplici tentativi di abbordaggio da parte della Guardia Costiera statunitense.

La nave aveva recentemente cambiato la sua bandiera in quella della Federazione Russa, nel tentativo di rendere più difficile il suo tracciamento o di beneficiare della protezione diplomatica di Mosca.

Tuttavia, l'intelligence navale degli Stati Uniti lo aveva identificato come parte della stessa “flotta ombra” incaricata di trasportare petrolio venezuelano e iraniano in violazione delle sanzioni internazionali.

L'operazione di cattura è stata eseguita da unità combinate della Guardia Costiera e forze speciali, che sono riuscite a prendere il controllo della nave senza scontri armati.

Durante l'operazione, è stata rilevata la presenza di navi e di un sottomarino russo nei dintorni, il che ha aumentato la tensione diplomatica tra i due paesi.

Una strategia sostenuta nel mare

L'intercettazione delle navi Sophia e Marinera si inserisce in una strategia più ampia che gli Stati Uniti hanno rafforzato da dicembre scorso.

Questa campagna prevede azioni di interdizione marittima nei Caraibi e nell'Atlantico e mira a disarticolare le rotte di approvvigionamento di petrolio che utilizzano strutture opache, come l'uso di compagnie di facciata, cambiamenti costanti di bandiera e lo spegnimento deliberato dei sistemi di identificazione automatica (AIS).

Queste misure fanno parte di una politica diretta di pressione sul governo venezuelano, che include non solo sanzioni finanziarie, ma anche la neutralizzazione fisica dei meccanismi che consentono l'esportazione clandestina di petrolio.

Si stima che almeno tre navi siano state catturate da dicembre, il che indica un'escalation operativa sostenuta.

Conseguenze e interrogativi

Sebbene non siano stati forniti dettagli sul destino finale delle navi né sulla situazione legale dei loro equipaggi, è probabile che affrontino procedimenti per violazione di sanzioni internazionali, oltre a possibili sequestri del carico e della nave stessa. Questo tipo di azioni è solitamente accompagnato da lunghi contenziosi in tribunali federali, che si concludono con il sequestro di beni correlati.

Da una prospettiva diplomatica, le operazioni generano anche attriti internazionali.

In particolare, il coinvolgimento di una nave battente bandiera russa, come nel caso del Marinera, aggiunge complessità geopolitica alla questione.

Sebbene non siano stati segnalati scontri, la semplice presenza di forze statunitensi e russe in zone di cattura aumenta i livelli di tensione tra le due potenze.

La mappa in evoluzione del trasporto marittimo sanzionato

L'evoluzione di queste operazioni dimostra un cambiamento nell'approccio statunitense: da una sorveglianza passiva, incentrata su sanzioni economiche, a una strategia attiva di interdizione marittima. Questa nuova fase implica una presenza militare sostenuta, dispiegamento di unità tattiche e coordinamento tra diverse agenzie per eseguire arresti e sequestri in alto mare.

Di fronte a questa pressione, le reti che gestiscono il petrolio sanzionato hanno adottato metodi sempre più sofisticati: navi che cambiano continuamente nome e registrazione, società di comodo registrate in giurisdizioni poco trasparenti, utilizzo di intermediari asiatici e triangolazioni complesse delle rotte.

La cattura di Sophia e Marinera potrebbe rappresentare un punto di svolta in questa contesa marittima. Se questo ritmo di operazioni continuerà, è prevedibile che nuove imbarcazioni della flotta oscura diventino bersaglio di intercettazioni e che le tensioni regionali nei Caraibi e nell'Atlantico continuino ad aumentare.

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