Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha lanciato un avvertimento diretto al Cremlino attraverso il suo account ufficiale in lingua russa, in un messaggio che gli analisti interpretano come un segnale di pressione verso Vladimir Putin in mezzo a una nuova confrontazione geopolitica tra Washington e Mosca, dopo la crisi del Venezuela.
“No giocate con il presidente Trump”, ha scritto l'account @USApoRusski, accompagnato da un'immagine in bianco e nero del mandatario statunitense circondato dal suo team più stretto. Il testo in russo sottolinea inoltre che Donald Trump è “un uomo d'azione”, evidenziando che Washington non è disposta a tollerare provocazioni. Gli analisti ritengono che si tratti di una dimostrazione di forza politica più che militare.

Il messaggio arriva giorni dopo il attacco militare degli Stati Uniti contro il Venezuela e l'annuncio della cattura del dittatore venezuelano Nicolás Maduro, un'operazione che ha suscitato una reazione immediata del Cremlino e ha aumentato la tensione tra Washington e Mosca. La Russia, alleato chiave del chavismo, ha condannato l'intervento e promesso una risposta diplomatica, mentre il governo venezuelano ha dichiarato lo stato di emergenza e rafforzato la repressione interna.
Il regime cubano, alleato anche di Caracas e Mosca, ha mantenuto un silenzio ufficiale in merito alla cattura di Maduro, sebbene i media statali abbiano ripetuto la narrativa del Cremlino su un' “aggressione imperialista”.
In parallelo, l'amministrazione Trump ha difeso l'operazione come un'azione necessaria contro una struttura criminale che, secondo Washington, era sostenuta dall'apparato statale chavista. L'arresto di Maduro, trasferito negli Stati Uniti per affrontare accuse federali, ha lasciato la Russia in una posizione scomoda, limitata a proteste politiche e dichiarazioni di condanna.
Sebbene l'avvertimento in russo sia stato diffuso dai canali ufficiali del Dipartimento di Stato, il segretario di Stato, Marco Rubio, appare come la figura centrale dietro la linea dura adottata dall'amministrazione nei confronti di Mosca, una posizione che stava già escalando da settimane.
Rubio aveva già lanciato un messaggio diretto e sarcastico al cancelliere russo Serguéi Lavrov durante una conferenza stampa precedente, quando gli è stato chiesto riguardo al rischio di un'escalation con la Russia a causa della pressione americana su Venezuela. “Non siamo preoccupati per un'escalation con la Russia. Hanno le mani piene in Ucraina”, rispose allora, prima di concludere con ironia: “E se mi sta guardando, Serguéi... Buon Natale!”.
Quel scambio ha segnato il tono di una relazione sempre più aspra tra Washington e Mosca, che ora è ulteriormente rafforzata da un messaggio ufficiale in russo progettato per arrivare senza intermediari al cerchio del potere del Cremlino.
L'uso della lingua russa e il tono diretto del comunicato non sono passati inosservati sui social media né nei circoli diplomatici, dove sono interpretati come un avvertimento poco abituale e deliberatamente diretto, in un momento in cui la Russia affronta limitazioni strategiche al di fuori del fronte ucraino.
Sotto la leadership di Donald Trump, la Casa Bianca ha adottato una politica estera di forza e dissuasione, che cerca di riaffermare la sua autorità globale di fronte ad attori come Russia, Cina e Cuba. Rubio, diventato uno dei principali portavoce di questa strategia, ha rafforzato una diplomazia di pressione aperta, messaggi pubblici e zero ambiguità nei confronti di Mosca.
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