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La mattina di domenica 28 dicembre è finita in tragedia per un giovane cubano residente in Brasile. Yosmar Reve Camacho, di 32 anni e originario dell’Avana, è morto a Macapá, capitale dello stato di Amapá, dopo essere rimasto gravemente ferito al collo durante una discussione con la sua compagna, secondo rapporti concordi di media e fonti ufficiali brasiliani.
Il fatto è avvenuto in un condominio situato in viale Macedonia, nel quartiere Renascer II. I vicini hanno allertato la Polizia Militare dopo aver udito grida e rumori di una rissa.
All'arrivo, gli agenti trovarono Yosmar disteso a terra con una forte emorragia. I team dei Vigili del Fuoco e del SAMU tentarono di soccorrerlo, ma morì sul posto a causa della gravità della ferita.
Secondo rapporti locali, la coppia aveva consumato alcol quando è iniziata la discussione. Nel mezzo del litigio, Yosmar sarebbe stato colpito al collo da un frammento di bottiglia di birra rotta. La Polizia Scientifica (Politec) ha effettuato l'ispezione sulla scena e il corpo è stato trasferito all'Istituto Medico Legale (IML).
La principale sospettata è Iraelson Pereira Ramos, conosciuta con il nome sociale di Kelly Ramos, di 33 anni, che è stata arrestata sul luogo e presentata alla Giustizia.
Durante l'udienza di custodia, tenutasi lunedì 29 dicembre, un giudice di Amapá ha concesso la libertà provvisoria all'accusata, ritenendo che, in questa fase iniziale, non fossero soddisfatti i requisiti per la custodia cautelare. Kelly risponderà al processo in libertà, sotto misure cautelari, hanno indicato i media locali come SelesNafe.com e Portal Alyne Kayser.
La difesa sostiene che i fatti si siano svolti in un contesto di legittima difesa. Secondo l'avvocato Kairon Leone, l'imputata ha reagito a un'aggressione fisica immediata durante una discussione sentimentale e non ci sarebbe stata intenzione preventiva di uccidere.
Versioni raccolte dalla Polizia indicano che, dopo l'incidente, Kelly ha tentato di contenere l'emorragia di Yosmar con un asciugamano fino all'arrivo dei servizi di emergenza. La Polizia Militare ha inoltre riferito che l'imputata non presentava lesioni apparenti, ha collaborato con gli agenti e non è stato necessario l'uso di manette.
La Polizia Civile continua l'indagine per chiarire tutte le circostanze del caso. Nel frattempo, la morte di Yosmar, un cubano che aveva costruito la sua vita a Macapá, ha suscitato costernazione, riaccendendo il dibattito sulla violenza nelle relazioni sentimentali, la migrazione e i rischi della vulnerabilità lontano dal paese d'origine.
Le autorità brasiliane insistono sul fatto che il processo rimane aperto e che qualsiasi conclusione definitiva dipenderà dall'avanzamento dell'indagine e dalle prove peritali.
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