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L'ex vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris ha rotto il silenzio con un messaggio duro e carico di avvertimenti nei confronti del mandatario Donald Trump, dopo la cattura del dittatore Nicolás Maduro, in cui ha messo in discussione non solo la legalità dell'operazione, ma anche le sue vere motivazioni.
In un post su social media, Harris, che ha perso la presidenza contro Trump nel novembre del 2024, ha definito Maduro un dittatore “brutale” e “illegittimo”, ma ha chiarito che, a suo parere, l'operazione condotta da Washington non ha nulla a che fare né con la lotta contro il narcotraffico né con la difesa della democrazia.
“Abbiamo già visto questo film”, scrisse, alludendo a interventi che si presentano come gesti di forza e finiscono in caos, con conseguenze che ricadono sulle famiglie comuni.
Il pronunciamento è arrivato ore dopo che è stato confermato che Maduro e sua moglie sono stati prelevati dal Venezuela e trasferiti negli Stati Uniti come parte dell'operazione militare denominata “Risoluzione Assoluta”, che ha incluso esplosioni e blackout a Caracas.
Per Harris, il retroscena è il petrolio e l'ambizione di Trump di mostrarsi come il "uomo forte" della regione.
"La realtà è che queste azioni non rendono gli Stati Uniti più sicuri, più forti né più accessibili," ha affermato l'ex vicepresidente, denunciando che si sta mettendo a rischio le truppe statunitensi, spendendo miliardi di dollari e destabilizzando ulteriormente l'America Latina, senza un quadro legale chiaro né un piano di uscita definito.
Harris ha anche lanciato una critica diretta al doppio standard del presidente, sottolineando che non si può parlare di droga né di democrazia mentre si concedono indulti a narcotrafficanti condannati e si emargina l'opposizione venezuelana, mentre si negozia con figure vicine al chavismo stesso.
“Il popolo statunitense è stanco di essere preso in giro”, ha sentenziato.
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