Cuba continua a soffrire di blackout massivi dopo l'illusione del "fine anno con corrente"



Il sistema elettroenergetico inizierà il 2026 con un deficit critico di oltre 1400 MW.

Apagón a Cuba (Immagine di riferimento realizzata con IA)Foto © CiberCuba / Sora

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La crisi energetica che tiene milioni di cubani soggetti a blackout di fino a 20 ore giornaliere ha colpito nuovamente con forza giovedì 1 gennaio e nella notte di questo venerdì, poche ore dopo che il regime aveva proclamato una presunta "stabilità" del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) in occasione dell'arrivo del nuovo anno.

Secondo il rapporto dell'Unione Elettrica (UNE), giovedì il servizio è stato interrotto dalle 7:29 am fino alle 1:55 pm, e nuovamente dalle 2:56 pm fino alle 10:30 pm.

La massima affettazione della giornata ha raggiunto i 1506 megawatt (MW) alle 18:30, una cifra che conferma la gravità del crollo strutturale del sistema.

Per questo venerdì 2 gennaio, la situazione non mostra miglioramenti.

Alle 6:00 del mattino, la disponibilità reale del SEN era di appena 1550 MW a fronte di una domanda di 1600 MW, il che comportava già un'immediata riduzione di 110 MW.

Si prevedono blackout di 400 MW a mezzogiorno.

D'altra parte, per l'orario di punta si prevede una domanda massima di 2950 MW a fronte della stessa disponibilità di 1550 MW, il che lascerebbe un deficit di 1400 MW e un impatto previsto fino a 1430 MW.

Captura di Facebook / Unione Elettrica UNE

Il deterioramento del parco termoelettrico continua a essere una delle principali cause del collasso.

Rimangono guaste l'unità 5 della CTE Mariel e l'unità 2 della CTE Felton, mentre sono in manutenzione l'unità 2 della CTE Santa Cruz e l'unità 4 della CTE Carlos Manuel de Céspedes, a Cienfuegos.

Solo per limitazioni nella generazione termica rimangono fuori servizio 726 MW.

A questa situazione si aggiunge il cronico scarso approvvigionamento di combustibili e lubrificanti.

Secondo la UNE, 79 centrali di generazione distribuita sono fuori servizio a causa di questo, con 753 MW non disponibili.

Sono inoltre inattivi 35 MW della patana di Melones, 48 MW della patana di Regla e altri 142 MW per mancanza di lubrificante, per un totale di 978 MW persi esclusivamente per carenze di forniture basilari, una prova diretta dell'incapacità dello Stato di sostenere il sistema.

Il Governo cerca di presentare i parchi solari fotovoltaici come un presunto salvagente.

La UNE ha informato che i 34 nuovi parchi hanno prodotto 2812 MWh e hanno raggiunto una potenza massima di 511 MW durante l'orario di punta.

Tuttavia, queste cifre rimangono ben al di sotto del deficit di oltre 1400 MW previsto per l'orario di punta, confermando che le soluzioni presentate non compensano nemmeno lontanamente il collasso della generazione convenzionale.

En mezzo a questo panorama, l'Empresa Eléctrica di La Habana ha pubblicato su Facebook che giovedì il servizio elettrico NON è stato influenzato in provincia per deficit, anche se ricorda che le interruzioni "dipenderanno dalle esigenze del SEN".

Captura di Facebook / Azienda Elettrica de La Habana

La chiarificazione mette in evidenza la profonda disuguaglianza nella distribuzione delle interruzioni di corrente e la priorità che ricevono determinati territori, mentre il resto del paese continua a essere immerso in prolungate interruzioni.

Il contrasto con il discorso ufficiale non potrebbe essere più evidente.

El giovedì, dal Ministero dell'Energia e delle Miniere, la giornalista ufficiale Esther Lilian González ha affermato che il 31 dicembre "è stata una buona giornata per l'Unione Elettrica" e che "a mezzanotte, quando è arrivato il 1 gennaio, a Cuba tutti avevano corrente".

Quella immagine di presunta normalità è durata appena poche ore. Il ritorno immediato dei blackout massivi ha confermato che si trattava di un miraggio propagandistico e non di una soluzione reale.

Mentre il regime insiste nel presentare cifre isolate e promesse di stabilità, la realtà è che il sistema elettroenergetico continua a essere immerso in una crisi strutturale causata da anni di abbandono, cattiva gestione e mancanza di investimenti efficaci.

Il risultato è un intero paese intrappolato in blackout interminabili, con una popolazione esausta che continua a pagare il prezzo del collasso energetico.

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Redazione di CiberCuba

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