Il creatore di contenuti cubano Robert Evangelista ha nuovamente scosso i social media con un post che combina umorismo, satira e critica sociale.
Su peculiare “Letra del Año 2026 per Cuba” è una parodia delle tradizionali profezie yoruba che ogni gennaio segnano l'inizio del calendario religioso afrocubano.
In the video, che ha già superato le 89 mila visualizzazioni, Evangelista appare recitando con tono solenne una serie di frasi cariche di ironia, dove i “segni”, “orishas” e “detti” servono da specchio della realtà cubana attuale.
“Gobierna Comunales, non sono mendicanti, sono attori travestiti”, annuncia all'inizio, in un chiaro riferimento al deterioramento dei servizi pubblici e alla precarietà nell'isola.
Poi aggiunge che la sua Lettera dell'Anno il Segno che accompagna (Itacoa ho fame): “Parla dell'importanza di lasciare il riso perché nessuno di noi è giapponese”, facendo riferimento alle recenti dichiarazioni di un funzionario del regime sulla crisi nella produzione alimentare nel paese.
L'influencer introduce elementi fittizi e assurdi che riflettono la frustrazione popolare di fronte alla crisi: “Orisha regente, Chikungunya”, “Bisogna accendere una candela all'azienda Aguas de La Habana perché tutte le malattie si cureranno bevendo acqua”.
I proverbi del suo peculiare "segno" non lasciarono nessuno indifferente:
- Il limone non è più la base di tutto
- La papa non si coltiva a Cuba
- Con il tocco del calderone il vicino non lascia il quartiere
La pubblicazione si conclude con una frase che molti hanno interpretato come un messaggio di resistenza creativa e continuità: “È stato un anno difficile, ma il prossimo sarà migliore. Se sei un buon religioso devi resistere”.
Tra risate e doppi sensi, Evangelista riesce a trasformare il malcontento sociale in umorismo condiviso, dimostrando che, anche nei momenti più bui, i cubani mantengono la capacità di ridere della propria realtà.
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