Dalla minaccia alla sanzione: gli Stati Uniti generalizzano la multa di 5.000 dollari per gli immigrati illegali



L'amministrazione Trump impone multe di 5.000 dollari per gli immigrati illegali e promuove l'autodeportazione offrendo incentivi come voli gratuiti e 1.000 dollari in contante.

Michael BanksFoto © Wikipedia

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La seconda amministrazione di Donald Trump è passata dagli avvertimenti all'applicazione massiccia. Il capo della Pattuglia di Frontiera, Michael Banks, ha annunciato che quasi tutti gli immigrati detenuti per ingresso illegale dovranno pagare una multa di 5.000 dollari, mentre il governo promuove una campagna di “autodeportazione” che offre volo gratuito e 1.000 dollari in contante a coloro che accettano di lasciare volontariamente gli Stati Uniti.

Il messaggio indurisce e concreta misure che erano già emerse fin da ottobre, quando l'Ambasciata degli Stati Uniti in Messico avvertì che sarebbe stata imposta una multa di 5.000 dollari a chiunque attraversasse illegalmente la frontiera sud, applicabile a persone di età superiore ai 14 anni fermate all'ingresso senza documenti, indipendentemente dalla loro nazionalità, come riportato in una nota precedente sulla nuova multa di frontiera.

Come funzionerà la multa di 5.000 dollari

Secondo Banks, la cosiddetta "apprehension fee" di 5.000 dollari si applicherà praticamente a tutti gli immigrati di 14 anni o più che siano entrati senza ispezione, indipendentemente da dove abbiano attraversato, da quanto tempo si trovano nel paese o se hanno procedimenti migratori in corso.

Questa tassa fa parte del pacchetto legislativo approvato a luglio del 2025, conosciuto popolarmente come la “big, beautiful bill”, che ristruttura il sistema delle tasse migratorie e destina decine di miliardi di dollari a detenzioni, deportazioni e rinforzo della frontiera, come già analizzato CiberCuba spiegando come la nuova legge di Trump finanzierà le detenzioni di massa.

L'Ambasciata degli Stati Uniti aveva anticipato che la sanzione sarebbe stata applicata "al momento dell'arresto" e che il suo valore potrebbe aumentare a discrezione del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS), in linea con una politica di "zero tolleranza" che combina sanzioni economiche, deportazioni rapide e penalità per i recidivi.

Multe di 998 dollari al giorno: l'altro pilastro della punizione

In parallelo, il governo sta attivando una facoltà legale che consente di imporre multe civili fino a 998 dollari al giorno alle persone con un ordine finale di deportazione che non abbandonano il paese, con la possibilità di applicare il recupero in modo retroattivo fino a cinque anni, il che potrebbe generare debiti potenziali fino a 1,8 milioni di dollari per persona.

Questa logica di punizione economica estrema ha colpito duramente la comunità cubana: CiberCuba ha documentato casi di un cubano che ha ricevuto una notifica di multa di 690.000 dollari e di un altro che affronta una sanzione superiore a 530.000 dollari per non aver lasciato gli Stati Uniti dopo un'ordine di espulsione.

In pratica, questi oneri trasformano la situazione migratoria irregolare in una sorta di trappola finanziaria: chi decide di rimanere non solo rischia la deportazione forzata, ma accumula anche un debito insostenibile e la possibile confisca dei propri beni, influenzando tanto le persone con poche risorse quanto le famiglie che sono riuscite a comprarsi una casa o a avviare piccole attività negli Stati Uniti.

L'offerta di 1.000 dollari per autoespatriare

L'altro componente della strategia è la campagna di auto-deportazione: il DHS ha lanciato un annuncio in stile "Cyber Monday" in cui offre un volo gratuito verso il paese d'origine e un bonus di 1.000 dollari a qualsiasi immigrato in situazione irregolare che accetti di auto-deportarsi utilizzando l'app CBP Home.

Secondo l'amministrazione Trump, questa formula riduce di oltre il 70% i costi di arresto, detenzione e deportazione, che si stimano in oltre 17.000 dollari a persona, e permetterebbe di "ripulire" multe e sanzioni civili per mantenere aperta l'opzione di rientrare legalmente in futuro.

Tuttavia, avvocati specializzati in immigrazione hanno avvertito che accettare questa offerta può comportare sanzioni di 5, 10 o 20 anni senza poter rientrare, o addirittura il divieto permanente di rientro, e che ogni caso deve essere esaminato con assistenza legale, come spiegato in il reportage sul cubano che ha rifiutato i 1.000 dollari di Trump per auto-deportarsi e in la spiegazione su quando e come verranno pagati quei 1.000 dollari promessi.

Per molti cubani, il dilemma è brutale: accettare l'auto-deportazione può significare perdere l'opportunità di avvalersi dell'Aggiustamento Cubano o di altre vie di regolarizzazione, mentre restare implica vivere sotto la minaccia di retate, multe quotidiane quasi impossibili da pagare e l'ombra costante della deportazione.

Dall'esperimento alla "seconda fase" dell'offensiva

La novità della nuova nota di Fox è che non si tratta più solo di leggi e annunci sparsi: il capo della Patrulla Fronteriza sta annunciando l'applicazione quasi universale della tassa di 5.000 dollari e il governo presenta la campagna di autodeportazione come una politica centrale, supportata da dati di efficacia al confine.

L'amministrazione presuppone che l'anno fiscale 2025 si sia chiuso con circa 237.565 arresti al confine con il Messico, il numero più basso dal 1970, e che sia in procinto di registrare circa 600.000 deportazioni nel primo anno del ritorno di Trump alla Casa Bianca, mentre più di due milioni di persone avrebbero già lasciato il paese tra deportazioni e uscite volontarie, come evidenziano rapporti ufficiali e analisi dei media statunitensi.

Questi numeri si allineano con quanto già riportato da CiberCuba riguardo al calo dei passaggi irregolari e alla chiusura della frontiera: i passaggi illeciti attraverso la frontiera sud sono diminuiti al livello più basso dal 1970, con circa 238.000 incontri nell'anno fiscale, secondo un reportage precedente sul calo storico dei passaggi migratori.

Cosa significa per i cubani negli Stati Uniti

Per i cubani, il nuovo scenario combina tre pressioni: la multa di 5.000 dollari per coloro che attraversano o hanno attraversato senza documenti, il reale rischio di multe giornaliere enormi per chi ha ordini di espulsione definitivi e l'offerta tentatrice, ma pericolosa, di 1.000 dollari per andarsene immediatamente in cambio della possibilità di chiudere la porta a un futuro ritorno.

La copertura di CiberCuba ha già mostrato l'impatto umano di questa offensiva: cubani che ricevono notifiche con cifre che superano il mezzo milione di dollari, altri che annunciano che si accoglieranno al piano di autodeportazione e giovani che rifiutano i 1.000 dollari affermando che rimarranno “fino alla fine”, come è avvenuto nel caso della cubana che ha annunciato la sua decisione di autodeportarsi e nella storia del cubano che ha rifiutato i soldi di Trump.

In città con una forte presenza migrante, come New Orleans e in diverse zone del sud della Florida, si notano già strade più vuote, negozi con meno clienti e una comunità che vive nel timore di raid dell'ICE, delle lettere del governo e dei messaggi contraddittori che arrivano attraverso i social media.

Tra la paura e la resistenza

La fase attuale della politica migratoria di Trump combina due messaggi rivolti sia all'opinione pubblica statunitense che agli stessi migranti: da un lato, la promessa di una frontiera “storicamente sicura” e numeri record di deportazioni; dall'altro, la minaccia di rovina finanziaria e l'offerta di un'uscita “ordinata” per coloro che accettano di auto-deportarsi.

Per migliaia di cubani, la decisione è diventata esistenziale: continuare a lottare per regolarizzarsi nonostante le multe e il clima di persecuzione, oppure accettare un biglietto di ritorno e 1.000 dollari che possono trasformarsi nel punto finale del loro progetto di vita negli Stati Uniti. La battaglia non si combatte più solo alla frontiera o nei tribunali, ma anche nella mente di ogni migrante che riceve una lettera, una notifica sul telefono o un video virale che ricorda che ora, oltretutto, può ricevere una fattura di migliaia o centinaia di migliaia di dollari per essere rimasto.

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Luis Flores

CEO e co-fondatore di CiberCuba.com. Quando ho tempo, scrivo articoli di opinione sulla realtà cubana vista dalla prospettiva di un emigrato.