Esperto avverte: Il 2026 potrebbe essere l'anno più buio per Cuba



Cuba si trova di fronte a un collasso energetico senza prospettive vicine: black-out quotidiani, petrolio incerto e un investimento milionario necessario per recuperare.

Apagón a Cuba (Immagine di Riferimento)Foto © CiberCuba

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La disconnessione massiva che ha lasciato senza elettricità diverse province occidentali mercoledì non è stata un incidente isolato né una sorpresa tecnica. Per l'ingegnere cubano Jorge Piñón, direttore del Programma di Energia per l'America Latina e i Caraibi dell'Università del Texas, quanto accaduto è la prova più recente di un sistema elettrico in “collasso totale” e senza possibilità reali di recupero nel breve periodo.

In dichiarazioni rilasciate al programma “Cuba al día” di Martí Noticias, l'esperto ha assicurato che il SEN “non ha soluzioni a breve termine”, e che i guasti di martedì e mercoledì sono la conseguenza diretta di decenni senza manutenzione capitale, attrezzature obsolete e combustibili di scarsa qualità. “Le toppe che ci mettono non funzionano”, ha affermato.

Il blackout generale ha colpito le province da Pinar del Río a Cienfuegos, lasciando milioni di cubani al buio sin dall'alba. Secondo l'Unione Elettrica, un guasto nella linea di trasmissione tra Santa Cruz del Norte e la Guiteras ha provocato la divisione del sistema elettrico e il fermo di diverse centrali termoelettriche.

Ma per Piñón, questo nuovo collasso conferma un deterioramento accelerato che Cuba non può più nascondere.

“Il 2026 sarà peggiore”: petrolio a rischio e un SEN agonizzante

Piñón ha avvisato che Cuba dipende oggi da 25.000 a 30.000 barili al giorno di petrolio venezuelano, una fornitura sempre più incerta. “Se il Venezuela collassa e Cuba perde quei 30.000 barili, il panorama sarà critico. Il 2026 sarà peggiore”, ha insistito in Martí Noticias.

Il Messico, un altro fornitore chiave negli ultimi anni, ha anche ridotto drasticamente le sue spedizioni: “Né il Delsa, né il Vilma, né i tanqueri abituali si sono visti nei terminal portuali messicani negli ultimi mesi”, ha avvertito.

En settembre scorso, Piñón aveva detto a CiberCuba che non vedeva alcuna soluzione per il 2026 e che ai cubani sarebbe toccata “continuità” della crisi: blackout simili a quelli del 2024 e 2025. Ribadì allora che i parchi solari annunciati dal Governo erano “una favola”, poiché, senza batterie, generano elettricità solo durante il giorno.

Secondo i calcoli effettuati con i suoi studenti, Cuba avrebbe bisogno di tra 3 e 5 anni, e di un investimento compreso tra 8.000 e 10.000 milioni di dollari, per iniziare a riprendersi.

Una crisi che colpisce la vita quotidiana: 102 centrali ferme per mancanza di combustibile

Il blackout di mercoledì si aggiunge a settimane di blackout quotidiani di 24 ore in diverse zone del paese. Secondo i report ufficiali, la generazione distribuita mantiene 102 centrali spente per mancanza di combustibile e altre per mancanza di lubrificante, mentre la domanda supera di gran lunga la capacità reale del SEN.

L'Avana e altre province pubblicano da giorni orari di interruzione che non vengono mai rispettati, perché il deficit è più grave di quanto si riconosca pubblicamente.

A metà settembre, Cuba aveva registrato cinque blackout nazionali in meno di un anno, un dato senza precedenti che riflette l'estrema fragilità del sistema.

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Redazione di CiberCuba

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