La ex alta rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri, Federica Mogherini, vicina al regime cubano, è stata arrestata martedì a Bruxelles nell'ambito di un'indagine per presunta frode e corruzione in progetti finanziati dall'UE, secondo quanto riportato dal quotidiano belga Le Soir.
La politica italiana, che tra il 2014 e il 2019 è stata la principale diplomatica del blocco comunitario e successivamente rettore del Colegio de Europa, è sospettata di aver partecipato a uno schema di malversazione di fondi pubblici destinati alla formazione di giovani diplomati europei, ha riferito il quotidiano spagnolo El Mundo.
In base alle autorità belghe e alla Procura Europea (EPPO), le indagini includono perquisizioni presso il Servizio Europeo per l'Azione Esterna (SEAE) a Bruxelles e presso la sede del Collegio d'Europa a Bruges.
Due alti funzionari —il diplomatico italiano Stefano Sannino e un dirigente dell'istituzione accademica— sono stati arrestati per essere interrogati.
I reati investigati potrebbero costituire frode negli appalti pubblici, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale. L'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha partecipato all'operazione insieme alla polizia federale belga.
Il caso di Mogherini ha suscitato reazioni immediate non solo in Europa, ma anche in America Latina, dove il suo nome è associato a una posizione apertamente complice nei confronti del regime cubano.
Durante il suo mandato, mantenne un rapporto di affinità con L'Avana e fu considerata dal cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla come una “Cara Amica” della Rivoluzione.
In diverse occasioni, Mogherini ha difeso pubblicamente il dialogo con il governo di Raúl Castro e successivamente con Miguel Díaz-Canel, evitando di condannare la repressione contro oppositori e manifestanti.
Su visita ufficiale a Cuba nel settembre del 2019 è coincisa con una delle più grandi ondate repressive degli ultimi anni: la Marcia dei Girasoli, durante la quale oltre 100 attivisti sono stati arrestati.
“Ero a Cuba quando si verificava un'ondata repressiva come poche ne sono mai avvenute, e la signora Mogherini parlava di una Cuba stupenda”, denunciò allora il eurodeputato spagnolo Hermann Tertsch, che la accusò di complicità con “la sanguinosa dittatura cubana”.
In quel viaggio, la diplomatica è stata ricevuta con onori ufficiali, ha visitato il centro storico dell'Avana ed ha evitato di incontrare membri dell'opposizione o organizzazioni per i diritti umani.
I suoi discorsi mettevano in evidenza la “cooperazione e amicizia” tra Bruxelles e L'Avana, nonostante le denunce internazionali di repressione, censura e prigionieri politici nell'isola.
La detenzione di Mogherini si aggiunge a una serie di scandali che negli ultimi anni hanno scosso le istituzioni europee, come il Qatargate e il Moroccogate, e che hanno messo in discussione la trasparenza dell'apparato burocratico dell'UE.
Secondo testimoni citati da Le Soir, una decina di agenti sono entrati nella sede del SEAE nella prima mattinata per sequestrare documenti e attrezzature informatiche. La Procura Europea sta indagando su possibili irregolarità nei contratti legati al programma di formazione dei diplomatici tra il 2021 e il 2022.
Fino ad ora, né Mogherini né i suoi avvocati hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche. La Commissione Europea, da parte sua, ha confermato i registri, sebbene si sia limitata a sottolineare che il caso riguarda “attività del mandato precedente”.
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