Il sacerdote cubano Olbier Hernández Carbonell ha confermato giovedì una notizia che centinaia di persone dentro e fuori dall'Isola attendevano con ansia.
"Il Signore, che è buono e misericordioso, ha ascoltato le nostre preghiere. Brianna, la bambina cubana che soffriva di cancro, è stata operata e tutto procede bene", ha annunciato su Facebook.
"Continuo a pregare per lei e la sua pronta guarigione" ha espresso nel suo post, accompagnato da messaggi di gratitudine e speranza.

Da parte sua, l'attivista Amalia Barrera, che ha aiutato la famiglia a Valencia, ha condiviso foto della bambina appena uscita dal pronto soccorso.
"È intubata, stabile e in fase di recupero", ha dettagliato.
La preghiera del Padre Hernández si unisce alla lunga catena di solidarietà che ha permesso a Brianna Charlette Blanco, di 10 anni, di arrivare in Spagna per sottoporsi a un intervento chirurgico impossibile da realizzare a Cuba.
La minore soffriva di un tumore complesso - un cyste tirogloso con un percorso fistoloso - che da quando aveva tre anni le danneggiava gravemente la lingua e la gola.
Dopo tre operazioni fallite nell'Isola, il tumore ha continuato a crescere, compromettendo funzioni vitali come respirare, deglutire e parlare.
La bambina cominciò a mostrare segni di malnutrizione e episodi di soffocamento, mentre la sua voce si deteriorava a causa della pressione sulle corde vocali.
A gennaio, i medici cubani confermarono a sua madre ciò che già temeva: il paese non disponeva delle risorse né della tecnologia necessarie per operare con la precisione che il suo caso richiedeva.
Le fu consegnato il diagnosi per iscritto, con una frase lapidaria: "si impossibilità a procedere chirurgicamente".
Quel documento divenne il simbolo di un limite e il punto di partenza di una battaglia che attraversò mezzi, confini e burocrazie.
Otto mesi di lotta, porte chiuse e solidarietà transnazionale
L'attivista Saily González ha lanciato negli Stati Uniti una campagna di raccolta fondi. Oltre 6.900 dollari sono stati raccolti in pochi mesi, ma la cifra totale stimata per l'operazione ammontava a 32.000.
Eppure, la solidarietà non si fermò. Ogni donazione, ogni messaggio, ogni persona che condivideva la storia, manteneva viva la possibilità di salvare Brianna.
Más tardi, dopo rifiuti ospedalieri, pratiche difficili e un lungo tentativo fallito di ottenere un visto umanitario per gli Stati Uniti, la gestione si è finalmente conclusa con un'approvazione per viaggiare in Spagna.
Il 13 novembre madre e figlia sono decollate da L'Avana su un volo che l'attivista Lara Crofs ha descritto come "il volo della speranza". Il 14 sono arrivate a Madrid e da lì sono partite per Valencia, dove ha avuto inizio il processo medico.
La settimana scorsa, Crofs ha confermato che Brianna era stata programmata per essere operata dal rinomato chirurgo Pedro Cavadas presso l'Ospedale Vithas Valencia 9 de Octubre.
L'intervento si è svolto giovedì 27 novembre alle 7:30 del mattino, come annunciato.
Una ripresa che mantiene viva la speranza
Sebbene non siano ancora stati rivelati dettagli medici sui prossimi passi o sul tempo stimato di recupero, il messaggio del sacerdote Hernández Carbonell conferma che l'intervento chirurgico si è svolto e che il procedimento ha avuto un risultato iniziale positivo.
Il sacerdote ha chiesto di continuare con le preghiere, un gesto che riflette il sentimento condiviso da centinaia di persone che hanno sostenuto in vari modi questo processo.
Da donatori anonimi all'estero, attivisti e cittadini cubani che hanno condiviso la storia, fino ai medici disposti a esaminare il caso, la vita di Brianna oggi si sostiene su una rete umana che ha deciso di non arrendersi.
La sua lotta è anche la lotta di una madre che si è rifiutata di accettare la fine che le veniva offerta e che ha trasformato l'impotenza in azione.
Ora, con la prima battaglia superata, la ripresa della piccola diventa il prossimo obiettivo di tutti coloro che hanno seguito la sua storia.
Brianna, la ragazza che per anni ha temuto di rimanere senza fiato, oggi respira con nuove opportunità davanti a sé. E migliaia di persone, a Cuba e oltre, respirano con lei.
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