Il cubano José “Pepe” Ávalo, residente a Sarasota (Florida) e membro dell'Esercito degli Stati Uniti, ha pubblicato un video in cui spiega come funziona il sistema di alloggio per le truppe stazionate in Italia, una delle località europee dove il costo della vita è più elevato.
Secondo quanto spiegato attraverso il suo profilo su Facebook, i soldati sposati, con o senza figli, o con un rango superiore a Sergente di Personale, normalmente vivrebbero in case situate all'interno dei quartieri della base militare, sebbene attualmente queste siano in fase di ristrutturazione.
Di fronte a questa situazione, l'Esercito offre alloggi già contrattati in comunità vicine, dove i militari risiedono senza pagare affitto né servizi, benefici che si sommano integralmente al loro stipendio.
Quando quelle case non sono disponibili o non soddisfano le esigenze del soldato, si apre un'altra alternativa: cercare un'abitazione autonomamente con la consulenza di un agente immobiliare fornito dall'Esercito.
In quel caso, il militare inizia a ricevere mensilità aggiuntive per coprire affitto e servizi, opzione che è spettata ad Ávalo.
Per fornire un riferimento concreto, ha sottolineato che anche un soldato semplice in servizio in Italia con la sua famiglia può ricevere 1.768 dollari al mese per l'affitto e altri 1.807 dollari per i servizi, una cifra elevata a causa del costo europeo, specialmente del gas.
Ha aggiunto che ai militari le rendite tendono a essere più costose rispetto a quelle degli altri residenti locali, anche se il sistema è progettato affinchè, con una buona gestione, il soldato possa coprire le spese e avere ancora fondi per viaggi, investimenti o risparmi.
Ávalo ha chiarito che questo schema funziona in modo simile in altre basi statunitensi nel mondo, sebbene gli importi varino a seconda del costo della vita di ciascuna destinazione.
Negli Stati Uniti, ha spiegato, l'affitto e i servizi si combinano in un'unica assegnazione mensile.
Riguardo ai soldati single o di grado inferiore a quella di Sergente di Persone, ha indicato che questi alloggiano in dormitori o baracche moderne che non assomigliano affatto a capanne o strutture precarie che alcuni potrebbero immaginare.
Il militare ha insistito sul fatto che la qualità della vita non si definisce dal salario base, ma dalla somma dei benefici che accompagnano il servizio, tra cui il programma di abitazione.
Invitò inoltre coloro che avessero dubbi a lasciare domande nei commenti.
Il video si aggiunge alla presenza pubblica che Ávalo ha guadagnato negli ultimi mesi. Settimane fa, ha ricordato sui social media i suoi anni come maestro emergente a Cuba, un “esperimento fallito della dittatura”, dove a 16 anni si è trovato alla guida di un'aula dopo un corso di solo sei mesi.
Il suo testimonio, che è diventato virale, è coinciso con l'annuncio della sua promozione a sergente nell'esercito statunitense, un contrasto che molti utenti hanno sottolineato come parte di un percorso caratterizzato da rotture, impegno e mobilità sociale.
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