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I familiari di Miguel Santana, un uomo di 70 anni deceduto sabato scorso a Camagüey a causa di varie complicazioni di salute, hanno denunciato che il suo corpo è rimasto dalle 5:00 del mattino nell'obitorio dell'ospedale Amalia Simoni, a causa dei ritardi nei servizi funebri nella città.
Secondo quanto riportato dai suoi familiari al giornalista José Luis Tan Estrada, recandosi al centro medico per richiedere che il cadavere fosse preparato e trasferito, il responsabile di turno dell'ospedale ha informato loro che in tutta la città c'è solo un carro funebre disponibile per gestire tutti i servizi, il che provocava una serie di ritardi nella raccolta e gestione dei corpi.
Il caso di Miguel Santana mette nuovamente in evidenza il collasso del sistema funebre a Camagüey, dove la mancanza di carri funebri, i ritardi nella preparazione delle salme e la scarsità di risorse di base sono diventati problemi ricorrenti.
"Il suo corpo rimane nell'obitorio dell'ospedale Amalia Simoni, a Camagüey, senza preparazione e cominciando a emanare un cattivo odore, come denunciato dai suoi familiari", ha dichiarato Tan Estrada.
Le famiglie, oltre a dover affrontare il dolore della perdita, devono sopportare l'incertezza e un'attesa interminabile per poter vegliare e seppellire i propri cari con un minimo di dignità.
I denunciatari segnalano che queste carenze si traducono in scene profondamente dolorose: cadaveri che rimangono per ore senza essere preparati né trasportati, odori forti nelle morghe e familiari che si vedono costretti a insistere più e più volte presso le autorità ospedaliere e funebri per accelerare processi che, in condizioni normali, dovrebbero essere rapidi e rispettosi.
Il quadro descritto a Camagüey si inserisce in un contesto più ampio di crisi dei servizi funebri nel paese.
Como riferimento, nella provincia di Santiago di Cuba, i familiari dei pazienti hanno recentemente denunciato il collasso totale dei servizi funebri e ospedalieri presso l'Ospedale Provinciale Saturnino Lora, dove almeno 13 persone sono decedute e i loro corpi rimanevano sepolti a causa della mancanza di gestione e risposta da parte delle autorità.
Quella situazione a Santiago è stata resa pubblica su Facebook dal giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada, il quale ha affermato che il problema esisteva già prima del passaggio dell'uragano Melissa e che, anche dopo l'evento meteorologico, i corpi continuavano a non essere gestiti né consegnati alle famiglie, generando scene di disperazione e profondo dolore nei corridoi dell'ospedale.
“Da prima dell'uragano fino ad oggi, sono decedute almeno 13 persone nell'Ospedale Provinciale. Non ci sono risposte, non c'è organizzazione, non c'è rispetto per il dolore umano”, ha denunciato il reporter.
Nel caso di Camagüey, i familiari di Miguel Santana sottolineano che non si tratta di un fatto isolato, ma di un problema strutturale: la cronica mancanza di trasporti funebri e di mezzi per il trattamento dei cadaveri.
Per loro, la combinazione di scarsità di risorse, disorganizzazione e mancanza di risposta efficace da parte delle autorità ha trasformato il momento del lutto in un'esperienza ancora più traumatica, segnando con indignità e abbandono quello che dovrebbe essere un ultimo addio rispettoso.
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