José Daniel Ferrer denuncia l'aumento delle morti per chikungunya e il collasso dei servizi funebri a Cuba

Il leader dell'Unione Patriottica di Cuba ha lanciato un allerta sull'aumento delle morti per chikungunya e sul collasso dei servizi funebri a Cuba. Ha denunciato la crisi sanitaria e umanitaria, e ha incolpato il regime per la situazione critica.

Immagini dell'evento denunciatoFoto © Captura de video X / @jdanielferrer

L'oppositore cubano José Daniel Ferrer, leader dell'Unione Patriottica di Cuba (UNPACU), ha denunciato un preoccupante aumento delle morti per chikungunya e altre arbovirosi a Santiago di Cuba e in altre regioni del paese, nel contesto di quella che ha definito “la crisi sanitaria e umanitaria più profonda nella storia della nazione”.

In un video diffuso su social network, Ferrer ha avvertito che bambini di pochi mesi e anziani stanno morendo a causa di malattie trasmesse da zanzare, come il dengue, il chikungunya e il virus di Oropouche, i cui focolai si sono diffusi in tutto il paese negli ultimi mesi.

Captura de pantalla X / @jdanielferrer

"Continuano a morire cubani di varie età, soprattutto bambini e anziani, a causa del chikungunya e di altri arbovirus che stanno colpendo molti cubani... C'è una situazione epidemiologica piuttosto critica nella nostra patria", ha dichiarato Ferrer da Miami, dove è arrivato in esilio a metà ottobre.

L'oppositore ha rivelato che un padrino di sua moglie, la dottoressa Nelva Ismarays Ortega Tamayo, è morto recentemente dopo essersi contagiato con il chikungunya. “Era un bambino di pochi mesi. Lo assistevamo, lo aiutavamo a mangiare, ma la mancanza di farmaci e di assistenza medica lo ha reso impossibile”, ha lamentato.

Il ministero della Salute Pubblica ha riconosciuto l'aumento dei casi di arbovirosi, ma senza fornire cifre precise sui contagi né sui decessi. Gli esperti consultati avvertono che il sistema sanitario è al collasso: mancano reagenti di laboratorio, insetticidi, medicinali essenziali e personale medico sufficiente.

Ferrer ha anche denunciato la precarietà dei servizi funebri, che aggrava la sofferenza delle famiglie. "Quando qualcuno della famiglia muore, tutto è complesso. Non ci sono carri funebri. Devono noleggiare veicoli privati per poter portare il defunto al cimitero", ha raccontato.

Il video condiviso dall'oppositore contiene immagini che confermano che a Santiago decine di veicoli funebri rimangono inutilizzabili per mancanza di pezzi o di carburante. Innumerevoli denunce da parte di cubani confermano che in altre province del paese i servizi funebri soffrono la stessa situazione.

Le immagini che accompagnano la denuncia di Ferrer mostrano anche scene commoventi: un gruppo di cubani che porta a spalla una bara in una modesta abitazione, per poi trasferirla su un veicolo privato, data l'assenza di carri funebri disponibili.

La precarietà dei mezzi e l'improvvisazione evidenziano il collasso dei servizi funebri a Cuba, dove le famiglie devono farsi carico anche dell'ultimo saluto ai propri cari.

L'oppositore ha direttamente incolpato il regime di Miguel Díaz-Canel e "l'azienda statale socialista" per il deterioramento dei servizi essenziali. "Tutto funziona molto male, molto male. Questa è la gestione della tirannia, un grande fallimento", ha affermato.

Le parole di Ferrer si aggiungono a numerose denunce da parte dei cittadini riguardo alla combinazione letale di epidemie, malnutrizione e mancanza di risorse, che sta costando la vita ai più vulnerabili, mentre lo Stato mantiene un discorso trionfalista che contrasta con la realtà che vivono milioni di cubani.

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