Muore una bambina di un anno a Santiago di Cuba per presunta negligenza medica: La famiglia chiede giustizia

La presunta negligenza medica è avvenuta nell'Ospedale Pediatrico Juan de la Cruz Martínez Maceira (la ONDI).

La minorenne deceduta, Sheila Sinai Escobar PuenteFoto © Collage reti sociali

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Sheila Sinai Escobar Puente, una bambina di Santiago di Cuba di appena un anno, che si trovava in condizioni critiche a causa di presunta negligenza medica all'Ospedale Pediatrico Juan de la Cruz Martínez Maceira (la ONDI), è purtroppo deceduta.

“Mi bellissima nipote, non ho parole per descrivere il dolore che ho nel cuore. Non ho potuto conoscerti di persona, né abbracciarti, né cullarti come ho fatto con tuo fratello. Solo Dio sa il dolore che ho nel cuore. Il mio angioletto più bello, sei andata in cielo e hai lasciato un grande dolore nei nostri cuori”, ha scritto sua zia Lismay Arianna Puente in un commovente post sui social media.

"Che Dio aiuti mia sorella e tuo padre a trovare forza e fare giustizia per la tua scomparsa, e che i responsabili della tua morte paghino per questo crimine. Che Dio ti tenga in un bel posto, mio dolce bambino. Per sempre nel mio cuore. R.I.P.”, aggiunse. 

Fonte: cattura di Facebook/Lismay Arianna Puente Guillot

"E se avessero fatto la cosa giusta?"

La famiglia di Sheila non vive solo il lutto per una perdita irreparabile, ma chiede anche giustizia: che si indaghi a fondo su quanto accaduto e che vengano resi conto.

Ricardo Puente Rizo, identificato come nonno della minore, ha messo in discussione pubblicamente le decisioni mediche adottate al momento del ricovero della bambina.

"Faccio solo una domanda a cui non mi rispondono: se le avessero somministrato una soluzione salina per idratarla invece di una dextrosa al 30%, mia nipote sarebbe arrivata a uno stato critico che le ha provocato una cetoacidosi diabetica, con livelli di glicemia a 34?"

Cattura sui social media

Su interrogante è condivisa da altri membri della famiglia, che raccontano con dettagli quello che considerano un grave errore medico con conseguenze fatali.

Una tragedia che si poteva evitare

La storia è cominciata il 17 novembre, quando Sheila è stata portata all'Ospedale Pediatrico di Santiago di Cuba con febbre, vomito e diarrea.

Nonostante l'evidente disidratazione, secondo quanto riferito dalla famiglia, una dottoressa di guardia ha deciso di somministrarle un siero di destrosio al 30% -una soluzione glucosata ad alta concentrazione- e di mandarla a casa.

Poco dopo, la piccola cominciò a avere convulsioni, presentò febbre alta e dovette essere trasferita d'urgenza nell'unità di terapia intensiva.

Allí fu diagnosticata con una grave cetoacidosi diabetica. La piccola ha esordito con diabete di tipo 1, con una glicemia di 34 mmol/L, pH di 6, tachicardia e convulsioni persistenti.

According to the complaint from their relatives, l'amministrazione della destrosio invece di una soluzione salina ha aggravato il suo stato di salute in modo irreversibile.

Sheila ha subito danni multiorganei - compresi i sistemi cerebrale, epatico, renale e cardiaco - e anche un arresto cardiaco di 10 minuti.

Grido di giustizia

Richard Puente Barreiro, zio della minore residente all'estero, è stato uno dei primi a rendere visibile il caso e ora chiede giustizia.

“Sei andato via come un angioletto e hai lasciato un grande vuoto. Che Dio dia forza a mia sorella e a tuo papà… e che si chiarisca tutto quanto è accaduto affinché la tua partenza terrena possa avere pace e rispetto. Per sempre nel mio cuore. R.I.P.”

La famiglia ha presentato un reclamo formale presso la direzione dell'ospedale e chiede sanzioni severe nei confronti dei responsabili.

Inoltre, richiede che vengano rivisti i protocolli medici e che venga chiarito con trasparenza quanto accaduto, affinché nessun altro bambino debba affrontare una situazione simile.

“La famiglia chiede un supporto umano, una revisione professionale di quanto accaduto e la possibilità di conoscere con trasparenza ogni passo del processo medico”, ha affermato il giornalista Yosmany Mayeta Labrada, che ha seguito il caso.

La storia di Sheila non è unica. Negli ultimi mesi presunte negligenze mediche hanno portato a tragedie simili.

Ogni testimonianza delineano un modello preoccupante: ritardi nell'assistenza, diagnosi errate, decisioni inadeguate e un sistema sanitario saturo, privo di risorse e in crisi.

"La morte di Sheila è anche un campanello d'allarme. Non si tratta solo di sanzionare, ma di prevenire", ha detto un'utente sui social media condividendo la denuncia. "Quante volte deve ancora ripetersi tutto ciò?"

“Sheila non ha avuto tempo per conoscere il mondo… ma la sua breve vita sta già generando un richiamo alla riflessione, all’empatia e alla responsabilità collettiva,” ha scritto Mayeta Labrada nel suo omaggio postumo.

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