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Una profonda commozione ha colpito il gremio giornalistico di Villa Clara dopo la notizia della morte del reporter Ricardo R. González, trovato senza vita nella sua abitazione nella città di Santa Clara.
La notizia è stata confermata dal giornalista Francisnet Díaz Rondón, che ha pubblicato su Facebook un messaggio di addio che ha dato origine a un'ondata di reazioni di cordoglio.
“Una triste notizia per il gremio giornalistico villaclareño: è venuto a mancare il collega, amico e compagno Ricardo R. González, che lascia un grande vuoto nel collettivo del giornale Vanguardia di Cuba”, ha scritto Díaz Rondón.
Il comunicatore ha aggiunto che "durante la sua vasta carriera, Ricardito è stato un giornalista esperto che si è dedicato principalmente ai settori della Federazione delle Donne Cubane (FMC), della Salute e della Scienza e Tecnica, con diversi reportage e interviste a figure e lavoratori di quei settori".
"La sua perdita causa una grande tristezza tra tutti noi che lo abbiamo conosciuto e condiviso anni di lavoro e amicizia. Addio, Ricardito. Riposa in pace", ha concluso Díaz Rondón, in un messaggio ripreso dall'Unione dei Giornalisti di Villa Clara e dal mezzo stesso per il quale lavorava il comunicatore scomparso.
Circostanze del ritrovamento
En el apartado di commenti del suo post, Díaz Rondón ha chiarito che non si conoscono ancora ufficialmente le cause del decesso.
Secondo quanto indicato, è stata l'allerta dei vicini, che non lo vedevano da giorni e hanno notato un odore sgradevole proveniente dalla sua casa, a motivare l'intervento delle autorità.
According to the journalist's testimony, several police officers accessed the house by jumping over a neighboring wall and found him already lifeless on the bed.
Il caso ha suscitato costernazione non solo per la morta improvvisa del giornalista, ma anche per le circostanze in cui è stato scoperto il fatto.
Un giornalista amato da tutti
La morte di Ricardo ha scatenato una immensa ondata di lutto sui social media e nei mezzi di comunicazione locali, dove colleghi, lettori, professionisti di altri settori e vicini hanno condiviso messaggi di condoglianze.
Secondo quanto indicato da diversi colleghi, in ogni copertura, intervista o reportage, il suo sguardo privilegiava l’aspetto umano e testimoniale. La sua presenza era abituale in ospedali, scuole, quartieri umili o centri di ricerca, sempre con l'intenzione di valorizzare ciò che era prezioso e anche di denunciare ciò che meritava attenzione istituzionale.
Era conosciuto, inoltre, per il suo atteggiamento affabile, il sorriso costante e una umiltà che lo teneva lontano dai protagonismi. Più di un collega lo ha definito come un giornalista “dei imprescindibili”, sia per la sua etica che per il suo carattere.
Sebbene le pubblicazioni siano centinaia, un sentimento comune unisce tutte: la tristezza per aver perso un uomo buono, dedicato al suo lavoro e vicino a tutti.
Numerosi messaggi mettono in evidenza la sua calda umanità, la sua collaborazione, il rispetto per le fonti e l'affetto con cui salutava anche nei momenti più tesi del lavoro giornalistico.
Molti hanno raccontato aneddoti personali che dimostrano come Ricardo non solo narrasse storie, ma si immischiasse anche in esse.
Voci del gremio lo hanno ricordato anche come una figura abituale nelle coperture istituzionali, eventi scientifici, percorsi di salute e giornate culturali, dove contribuiva non solo con la sua penna, ma anche con la sua presenza vicina e sensibile.
Altri hanno sottolineato il simbolismo che la sua morte avvenisse in solitudine, quando durante la sua vita seppe tessere tanti legami.
Fino alla chiusura di questo articolo, non ci sono informazioni aggiuntive sulle cause della morte di Ricardo R. González.
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