La stanchezza, la disperazione e l'abbandono ufficiale sono nuovamente esplosi a Santiago di Cuba. Questa volta è stato il quartiere El Carmen, nella zona di Mar Verde, dove i residenti esausti da oltre 20 giorni senza elettricità hanno deciso di scendere in strada e chiudere il traffico, in una nuova protesta che riflette la gravità del collasso energetico nella provincia.
Le immagini condivise dal comunicatore indipendente Yosmany Mayeta Labrada mostrano uomini, donne e intere famiglie bloccare la strada principale per quasi un'ora per chiedere il minimo indispensabile: luce, acqua e la presenza di qualche autorità dopo il devastante passaggio dell'uragano Melissa.
In uno dei video registrati sul posto, un vicino riassume la frustrazione collettiva: “Guarda questo, nel Carmen… traffico bloccato per mettere la corrente. È un po’ di corrente, ma solo un pezzettino e non finiscono di metterla”.
La scena ritrae la frustrazione di una comunità che da settimane sopravvive tra rovine, oscurità e silenzio governativo.
Né Governo né Azienda Elettrica: la solitudine del popolo
Secondo il rapporto di Mayeta, al momento della protesta non era comparso alcun rappresentante del Governo municipale, del Consiglio Popolare, né della Società Elettrica. Nessuno è arrivato ad ascoltare i vicini, che continuano a vivere come possono tra le macerie lasciate dal ciclone e la mancanza di acqua potabile.
La disperazione contrasta con la versione ufficiale. La Empresa Eléctrica de Santiago de Cuba ha affermato il 17 novembre che l'82% dei clienti del municipio ha già il servizio e che tutte le capoluoghi municipali sono elettrificati. A El Carmen, tuttavia, la realtà è diversa: un quartiere dimenticato e ancora immerso nell'oscurità.

La protesta ha attirato l'attenzione anche dell'agenzia AP, che ha riportato che la situazione ha costretto il direttore dell'Unione Elettrica, Alfredo López Valdés, a recarsi a Santiago. Nelle immagini diffuse da quel mezzo si possono osservare elementi della polizia e del MININT rimuovere detriti per cercare di riaprire la strada chiusa dai residenti.
È lo stesso schema che si è ripetuto nelle recenti proteste: il Governo appare solo quando la gente si fa sentire.
Un Santiago che esplode una volta dopo l'altra
La manifestazione a El Carmen si aggiunge a una serie di proteste che negli ultimi giorni hanno scosso Santiago di Cuba.
El domenica, i residenti di Vista Hermosa e Altamira hanno sbattuto le pentole nel bel mezzo dell'oscurità richiedendo elettricità, mentre denunciavano che le forze repressive erano arrivate prima delle squadre elettriche. I video pubblicati da attivisti mostrano decine di persone che gridano “¡corriente!” nel cuore della notte.
Horas prima, a La Loma de Chicharrones, un'altra folla è scesa in strada dopo venti giorni senza elettricità. L'arrivo immediato della Polizia e il successivo dispiegamento dell'azienda elettrica sono stati interpretati da molti come un'ulteriore conferma che a Cuba, i problemi vengono affrontati solo quando si protesta.
Nel centro della città, i residenti hanno denunciato sabato estorsioni e richieste di fino a 15.000 pesos per riconnettere la corrente, una pratica che ha accresciuto ulteriormente l'indignazione.
Anche nella notte di lunedì, la comunità di San Pablo, nel distretto di José Martí, ha perso la pazienza. Dopo quasi 20 giorni senza elettricità e vivendo in condizioni estreme, decine di residenti sono scesi in strada tra urla e casseruole.
Testimonianze inviate dai palazzi del distretto affermano che la risposta statale è stata immediata: pattuglie, automobili blindate e agenti di polizia hanno militarizzato la zona in pochi minuti per contenere o arrestare i manifestanti.
Fino ad ora non si sa se ci siano stati dei fermi. Ciò che è chiaro è che San Pablo, un quartiere vulnerabile colpito dalla povertà, ha detto basta.
“La resistenza del popolo ha un limite, e anche la dignità esige luce”, scrisse Mayeta, riassumendo il grido collettivo di una comunità stanca di sopravvivere nell'oscurità.
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