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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha intensificato la sua pressione militare e diplomatica su Venezuela, in ciò che gli analisti britannici descrivono come una strategia che va oltre la rimozione di Nicolás Maduro: il vero obiettivo sarebbe il regime cubano che sostiene il dittatore venezuelano.
Secondo un'analisi del giornalista David Blair, del quotidiano britannico The Telegraph, l'amministrazione Trump starebbe concentrando potere militare nei Caraibi con l'intento di “forzare un cambio di regime all'Avana”, simile alle vecchie operazioni della Guerra Fredda.
“L'obiettivo finale potrebbe non essere Caracas, ma La Habana”, ha affermato Blair, confrontando l'attuale offensiva con la storica Operazione Mangosta, guidata negli anni '60 dagli Stati Uniti nel tentativo di rovesciare Fidel Castro.
La Casa Bianca considera che il governo di Maduro si mantiene in piedi grazie al sostegno di Cuba, in particolare per i consulenti militari e di intelligence inviati da L'Avana a Caracas.
Fonti vicine al Dipartimento di Stato, guidato da Marco Rubio, hanno dichiarato ai media britannici che l'attuale approccio cerca di “spezzare l'asse Caracas-L'Havana”, indebolendo le finanze e l'influenza politica di Raúl Castro e dell'apparato militare cubano, GAESA, che controlla gran parte dell'economia dell'isola.
Nel frattempo, le tensioni aumentano nella regione. I media internazionali riportano manovre navali statunitensi vicino alle coste venezuelane, in quella che potrebbe essere la più grande dimostrazione di forza nei Caraibi in oltre un decennio.
Anche se il discorso ufficiale di Washington si concentra sulla difesa della democrazia venezuelana, gli osservatori internazionali concordano sul fatto che l'obiettivo finale sarebbe accelerare il crollo del regime cubano, considerato da Trump come “la radice dell'instabilità in America Latina”.
“Se Maduro cade, il prossimo sarà Díaz-Canel”, ha recentemente dichiarato un alto funzionario statunitense in forma anonima.
Il governo cubano, da parte sua, ha mantenuto il silenzio, mentre il popolo continua a soffrire per blackout, scarsità e repressione sotto un sistema che dipende, sempre di più, dal petrolio venezuelano e dalla repressione interna per rimanere al potere.
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