Carlos Jiménez denuncia in Messico per la sua complicità con il regime cubano

Carlos Giménez accusa il Messico di sostenere il regime cubano attraverso invii milionari di petrolio, richiedendo sanzioni agli Stati Uniti. Esige di includere misure nel USMCA per fermare il narcoterrorismo e proteggere la sicurezza nazionale.

Carlos GiménezFoto © X/@RepCarlos

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Il congresista cubanoamericano Carlos Giménez ha denunciato questo martedì il governo del Messico per la sua “complicità patetica” con la dittatura assassina di Cuba, a causa dei milionari invii di petrolio che il paese azteco ha effettuato sull’isola negli ultimi mesi.

A seguito di un comunicato ufficiale pubblicato sulla rete sociale X, Giménez —membro della Commissione per la Sicurezza Nazionale e del Gruppo Interparlamentare Messico–Stati Uniti— ha annunciato che ha presentato una denuncia formale presso il Dipartimento del Tesoro e il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, richiedendo sanzioni e misure correttive contro il Messico.

La carta: “Il Messico finanzia una dittatura assassina”

In sua missiva indirizzata ai segretari Scott Bessent (Tesoro) e Marco Rubio (Stato), datata 30 ottobre 2025, il legislatore repubblicano richiede che, durante la rinegoziazione del Trattato tra Messico, Stati Uniti e Canada (USMCA), si garantisca che il governo messicano ponga fine alla sua relazione con il regime di L'Avana.

Citando rapporti di The Miami Herald, Giménez ha assicurato che il Messico ha inviato più di 3 miliardi di dollari in petrolio a Cuba tra maggio e agosto del 2025, il che, a suo avviso, viola la politica statunitense e potrebbe essere illegale.

“Il presidente Sheinbaum sta inviando quantità preoccupanti di petrolio a una dittatura pericolosa con legami operativi con il Cártel de los Soles del Venezuela, un’organizzazione terroristica straniera ufficialmente designata”, sottolinea il testo.

Accuse di complicità con il narcoterrorismo

Il congresista accusa anche il Messico di "cospirare con i cartelli per trasformare la migrazione in un'arma contro gli Stati Uniti" e di finanziare regimi che ospitano e facilitano organizzazioni criminali transnazionali.

Giménez avverte che queste reti —che collega al narcotraffico e ai governi di Venezuela e Cuba— sono responsabili della morte di migliaia di americani a causa delle droghe e della violenza.

Proposte di azione nel quadro dell'USMCA

Nella sua lettera, il congresista propone che la revisione del trattato commerciale con il Messico includa misure specifiche per proteggere gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti: esigere che il Messico rafforzi i suoi sforzi contro le organizzazioni narco-terroristiche;

fermare il traffico di medici cubani, che Giménez definisce "vittime di una forma moderna di schiavitù", e porre fine alle spedizioni di petrolio al regime di La Habana.

"Negli Stati Uniti non si deve permettere che il proprio partner commerciale più stretto finanzi regimi criminali", ha sottolineato il rappresentante della Florida, ribadendo il suo impegno a lavorare per rafforzare l'integrità dell'USMCA e proteggere la sicurezza nazionale americana.

Un acerrimo nemico della dittatura cubana

Carlos Giménez, di origine cubana, è stato uno dei critici più fermi del regime di La Habana all'interno del Congresso degli Stati Uniti. Sin dal suo arrivo al Campidoglio, ha promosso risoluzioni e progetti di legge volti ad aumentare la pressione politica ed economica sul governo cubano e a sostenere i prigionieri politici e gli attivisti all'interno dell'isola.

Il legislatore repubblicano della Florida è diventato una voce costante contro l'autoritarismo in America Latina, denunciando pubblicamente le alleanze tra Cuba, Venezuela, Nicaragua e ora Messico, che considera una rete di sostegno reciproco tra dittature e organizzazioni criminali. La sua posizione lo ha collocato tra i principali difensori della libertà del popolo cubano all'interno del Congresso statunitense.

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