Carlos Giménez avverte i paesi che hanno sostenuto il regime cubano all'ONU: "Dopo non venite a mendicare"

Il congressista cubanoamericano ha insinuato che i paesi che legittimano la dittatura cubana non devono aspettarsi favori, cooperazione né sostegno finanziario dagli Stati Uniti.

Carlos GiménezFoto © Facebook / Carlos Giménez

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Il congressista cubanoamericano Carlos A. Giménez ha lanciato un severo avvertimento ai governi che hanno sostenuto il regime cubano nella recente votazione dell'Assemblea Generale dell'ONU, che ha approvato una risoluzione che chiede la fine dell'embargo degli Stati Uniti contro Cuba.

"I paesi che sostengono la dittatura assassina a Cuba, poi non vengano a mendicare al Congresso degli USA. Che li aiuti la tirannia assassina a Cuba, perché con noi non potranno contare. La complicità e l'indifferenza hanno perpetuato la miseria del nostro popolo. Basta già!", ha scritto Giménez su X.

Il suo messaggio riflette il malcontento di Washington di fronte al doppio linguaggio di alcuni governi alleati.

Il rappresentante del sud della Florida ha ringraziato i paesi che hanno rifiutato la risoluzione di L'Avana contro l'embargo; ha lodato la leadership del presidente Donald Trump e la crescente solidarietà con il popolo oppresso di Cuba.

Giménez, legislatore repubblicano nato a La Habana, ha così messo in discussione l'ipocrisia di paesi che, mentre chiedono cooperazione, aiuto economico o sostegno militare agli Stati Uniti, votano all'ONU a favore di un regime che reprime, censura e viola sistematicamente i diritti umani.

Un sostegno in declino per La Habana

La avvertenza di Giménez arriva subito dopo una votazione che, sebbene favorevole alla risoluzione cubana, ha lasciato il regime con il livello di sostegno più basso in oltre un decennio: 165 voti favorevoli, sette contrari e 12 astensioni.

Il cancelliere Bruno Rodríguez ha cercato di presentare il risultato come una vittoria, ma la realtà mostra una frattura diplomatica senza precedenti.

Diversi paesi dell'America Latina e dell'Europa, tradizionalmente allineati con la narrativa di L'Avana, ora si sono astenuti o hanno votato contro il testo.

Per la prima volta, Argentina e Paraguay si sono opposti alla risoluzione, mentre l'Ecuador e la Costa Rica hanno scelto di astenersi.

Esso mostra un cambiamento politico nella regione e un allontanamento dei governi democratici nei confronti dell'autoritarismo cubano.

In contrasto, paesi come Spagna, Francia, Italia e Germania hanno mantenuto il loro voto a favore della risoluzione, nonostante le evidenze dei legami del regime castrista con Russia, Cina e Iran, e il suo ruolo nel reclutamento di cubani inviati come mercenari nella guerra in Ucraina.

Una dittatura assassina sostenuta dalla complicità internazionale

Le parole di Giménez risuonano particolarmente a Miami, dove la comunità cubana in esilio percepisce il voto dell'ONU come un altro episodio di impunità diplomatica.

Per il congresista, la complicità e l'indifferenza di buona parte del mondo libero sono fattori che contribuiscono a mantenere il castrismo al potere dopo sei decenni, nonostante la miseria che asfissia l'Isola.

La frustrazione di molti nell'esilio è dovuta alla narrativa internazionale, che continua a responsabilizzare l'embargo statunitense - e non la repressione interna né la corruzione del governo - per la crisi che vive Cuba.

Ricerche recenti hanno rivelato che GAESA, il gruppo imprenditoriale controllato dalle Forze Armate, gestisce oltre 18.000 milioni di dollari in attività, mentre gli ospedali crollano, i cubani fanno code interminabili per procurarsi cibo e l'emigrazione raggiunge cifre record.

Europa e America Latina: il contrasto delle democrazie

Il messaggio di Giménez ha indicato in modo indiretto i governi europei e latinoamericani che, pur presentandosi come difensori della libertà e dei diritti umani, sostengono diplomaticamente la dittatura cubana, ignorando le denunce dell'Ucraina riguardo alla presenza di mercenari cubani nel suo fronte di battaglia.

L'avvertimento di Giménez - "dopo non venite a mendicare" - non è stata solo una dichiarazione politica, ma anche strategica. Il politico ha lasciato intendere che i paesi che legittimano la dittatura cubana non devono aspettarsi favori, cooperazione né supporto finanziario dal Congresso statunitense.

In un contesto internazionale in cui Cuba torna a dipendere dalla retorica del "blocco" per giustificare la sua rovina, la voce di Giménez incarna una visione sempre più condivisa a Washington: non esiste embargo che opprima di più il popolo cubano di quello del suo stesso governo.

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