Chiedono aiuto per un bambino scalzo a Santiago di Cuba che sogna di mantenere la sua famiglia

Descalzo e in silenzio, Jacson aspetta aiuto a Santiago di Cuba, in un paese che afferma di proteggere la sua infanzia, ma dove un bambino conserva le sue uniche scarpe per non farle rompere.

Attivista cubano trova un bambino scalzo a Santiago di CubaFoto © Facebook / Yasser Sosa Tamayo

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Jacson ha 12 anni ed è stato visto questo domenica nel pieno del Parco Céspedes, a Santiago di Cuba, con i piedi scalzi, mentre guardava dei gelati che non poteva comprare. Non chiedeva nulla. Osservava solo in silenzio.

La sua presenza, ferma ma impregnata di dignità, ha profondamente commosso lo scrittore e attivista Yasser Sosa Tamayo, che ha condiviso la sua storia su Facebook per chiedere aiuto.

“Aveva l'anima pulita e i piedi sporchi,” scrisse Sosa Tamayo, che raccontò il breve incontro con il bambino sotto il sole cocente di mezzogiorno, seduto su un gradino accanto alla Cattedrale.

Jacson non chiedeva la carità. Guardava solo altri bambini con scarpe nuove, con risate, con gelati in mano. E nel suo sguardo, disse, si notava la pazienza di chi ha imparato a resistere fin da piccolo.

Il piccolo custodisce il suo unico paio di scarpe come se fossero una reliquia e le indossa solo per andare a scuola, per evitare che si rompano.

Inoltre, vive con sua nonna malata e ha due fratellini piccoli, mentre il suo desiderio più grande è poter aiutare la sua famiglia affinché non soffra la fame.

“Mi ha parlato con la serenità di chi sa già che la tristezza si maschera da sorriso,” racconta Sosa, che le ha comprato alcune dolciumi e si è impegnato a tornare mercoledì alle 14, nello stesso posto.

“Davvero mi aiuterai, zio?”, chiese il bambino. “Sì, Jacson. Te lo giuro,” rispose.

Lo scrittore ha chiesto supporto per mantenere quella promessa. Abbigliamento, scarpe, uno zaino, materiale scolastico, un pomeriggio diverso… qualsiasi gesto che possa alleviare, anche solo un poco, il peso che Jacson già porta sulle spalle.

“Un bambino così non dovrebbe imparare a resistere prima che a ridere,” scrisse. “Perché Jacson non può continuare a camminare scalzo mentre il mondo continua a correre.”

La storia di Jacson non è isolata, ma fa parte di una realtà silenziata a Cuba, dove migliaia di bambini affrontano gravi privazioni senza una rete statale efficace di protezione.

Hace solo pochi giorni, una madre cubana ha implorato aiuto pubblico per sua figlia malata, affermando che “mi resta solo la fede” di fronte alla mancanza di farmaci e assistenza medica.

Su clamor ha rivelato un sistema collassato che costringe le famiglie a esporre i loro drammi personali sui social media per aspirare a una minima assistenza.

Il abbandono istituzionale si fa sentire con particolare crudezza a Santiago di Cuba, dove diversi bambini sono stati ritratti vivendo tra pareti in procinto di crollare, senza accesso a cibo né abbigliamento dignitoso.

In quella occasione, vicini e attivisti chiesero un intervento urgente che non arrivò mai. La risposta ufficiale fu il silenzio.

Un altro caso recente ha evidenziato come l'inerzia del regime aggravi la povertà infantile. Una madre, anch'essa nell'est del paese, chiedeva vestiti e cibo per i suoi figli piccoli, uno dei quali con ritardi nello sviluppo.

Non avevano nemmeno materassi su cui dormire e, nonostante le richieste di aiuto, non ci fu risposta da parte del governo, solo donazioni da cittadini comuni.

La situazione è ancora più drammatica quando alla povertà si aggiunge la disabilità. A Holguín, familiari di due bambini con paralisi cerebrale e anziani a loro carico hanno implorato aiuto di fronte all'impossibilità di sostenere le spese per trattamenti e alimenti.

La casa, senza condizioni sanitarie né risorse basilari, rappresenta un altro volto del paese reale, molto diverso da quello diffuso dai media ufficiali.

Domande frequenti sulla situazione di vulnerabilità a Santiago di Cuba

Quale storia commovente è stata recentemente condivisa su un bambino a Santiago di Cuba?

La storia di Jacson, un bambino di 12 anni visto a piedi nudi nel Parco Céspedes, ha commosso molti. Jacson conserva il suo unico paio di scarpe per andare a scuola e sogna di aiutare la sua famiglia a uscire dalla povertà. La sua storia è stata condivisa dall'attivista Yasser Sosa Tamayo, che ha chiesto aiuto per migliorare la situazione del ragazzo.

In che modo la povertà infantile sta influenzando i bambini a Santiago di Cuba?

La povertà infantile a Santiago de Cuba è diventata normale, con bambini come Jacson e altri che vendono prodotti per strada per aiutare le loro famiglie. La situazione economica costringe molti bambini a assumere responsabilità da adulti, influenzando la loro infanzia e sviluppo. Attivisti come Yasser Sosa Tamayo hanno denunciato queste realtà sui social media.

Quale ruolo svolgono gli attivisti a Santiago di Cuba di fronte alla vulnerabilità sociale?

Attivisti come Yasser Sosa Tamayo svolgono un ruolo cruciale nel mettere in evidenza le storie di vulnerabilità e abbandono a Santiago di Cuba. Denunciano la mancanza di attenzione istituzionale e mobilitano risorse per aiutare persone in situazione di bisogno, come bambini, anziani e artisti dimenticati dal sistema.

Qual è la situazione attuale degli anziani a Santiago di Cuba?

Molti anziani a Santiago di Cuba affrontano condizioni estreme di abbandono e povertà. Il sistema pensionistico è insufficiente per soddisfare i loro bisogni di base, e dipendono dalla carità o da iniziative individuali per sopravvivere. Gli attivisti denunciano questa situazione come un riflesso del fallimento del sistema nel proteggere i più vulnerabili.

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Redazione di CiberCuba

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