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Il giornalista Manuel Somoza ha criticato duramente il funzionamento dei meccanismi ufficiali di lamentela e proposte al Governo, in merito al recente incontro presieduto dal presidente Miguel Díaz-Canel a L'Avana.
In un testimonio pubblico, condiviso attraverso il suo profilo di Facebook, Somoza ha raccontato la sua esperienza con il canale digitale attivato per la comunicazione dei cittadini, definendo queste strutture come “un'entelechia in più di burocrazia inetta, insensibile e incapace di essere all'altezza del momento che stiamo vivendo”.
Il reporter ha ricordato che, il 31 marzo 2025, ha inviato una proposta cittadina al primo ministro Manuel Marrero Cruz con il sostegno dei suoi concittadini e del vicepresidente del Consiglio Ceiba-Kohly.
La sua iniziativa proponeva la creazione di un sistema di gratuità e sconti fino al 60% su prodotti e servizi statali e privati per persone over 60, come misura pratica per attenuare l'impatto dell'inflazione che divora le pensioni.
Secondo la sua testimonianza, la proposta è stata rinviata senza una risposta chiara tra diverse istanze dell'apparato statale.
Innanzitutto, un funzionario del governo provinciale dell'Avana lo ha contattato a maggio per informarlo che il documento era stato trasferito alla governatrice.
Poi, a luglio, due funzionari dello stesso livello gli comunicarono che la proposta era stata inoltrata al vicegovernatore, che secondo quanto si diceva dirigeva un piano di assistenza per anziani.
Somoza insistette nel dire che l'attuazione della sua iniziativa non era di competenza di un governo provinciale, ma del Primo Ministro, ma il fascicolo finì per perdersi nell'apparato burocratico.
“Sono ancora all'oscuro di dove sia finita la proposta dei cittadini, con la forte sospetta che debba giacere in qualche cassetto di un ufficio”, scrisse.
Il giornalista ha collegato la sua denuncia alle recenti parole del governante Díaz-Canel, il quale ha chiesto alle autorità locali di “sbarazzarsi di tanta passività” di fronte ai problemi che soffocano la capitale, come la spazzatura, i blackout e la scarsità di approvvigionamento.
Pero Somoza ha sottolineato che la passività risiede precisamente nelle strutture create per ascoltare il popolo, che si sono trasformate, secondo quanto affermato, in strumenti inutilizzabili di un'amministrazione scollegata dalla realtà.
“La fortuna della nostra proposta non è un fatto isolato”, ha avvertito il giornalista, esortando i dirigenti a “sbarcare nella cruda realtà cubana”, caratterizzata da promesse non mantenute, piani inefficaci e una crescente sfiducia sociale.
Durante i recenti incontri del primo segretario del Partito Comunista di Cuba (PCC) con ministri, capi militari e alti dirigenti del Buró Politico, dopo le proteste e i cacerolazos che hanno scosso la capitale recentemente, il governante ha sottolineato che “le richieste della popolazione sono legittime, ma devono essere presentate nei luoghi stabiliti: nel Partito, nelle istituzioni del Governo e dello Stato.
Al riguardo, il giornalista cubano José Raúl Gallego ha analizzato sui suoi social media: “Credo che per la prima volta bisognerebbe dare ascolto a Díaz-Canel: le proteste devono essere indirizzate lì. Al Partito, al Governo, alle stazioni di polizia. Occupare quegli spazi che legittimamente appartengono ai cittadini e fare in modo che escano di lì coloro che hanno usurpato il potere per sei decenni e sono responsabili di tutti i problemi di Cuba.”
Durante uno degli incontri, il mandatario ha affermato che “tutti gli organismi, le istituzioni e le strutture di partito” sono rivolti verso la capitale e ha riconosciuto che i problemi “sono di grande portata” e “non si risolvono in un fine settimana”, per cui ha richiesto sistematicità nel lavoro.
Ha anche riconosciuto "problemi organizzativi accumulati" riscontrati nell'attuale operazione di supporto.
Il richiamo a “mettere ordine a La Habana” da parte di Díaz-Canel ha suscitato una valanga di indignazione e sarcasmo tra i cittadini.
Migliaia di commenti hanno concordato su un'idea centrale: il vero disordine non è per le strade, ma nell'amministrazione del paese.
“Se vogliono pulire, comincino dal Consiglio di Stato”, ha scritto un utente in risposta al messaggio ufficiale, mentre un altro ironizzava: “Dopo 66 anni di disastro, ora si ricordano dell'ordine”.
Domande frequenti sull'inefficacia burocratica a Cuba
Perché si considera inefficace il sistema di lamentele e proposte a Cuba?
Il sistema di reclami e proposte a Cuba è criticato per la sua burocrazia inepta, insensibile e incapace, il che rende difficile la comunicazione efficace tra i cittadini e il governo. Le proposte dei cittadini, come quella presentata dal giornalista Manuel Somoza, spesso finiscono per perdersi nel tessuto burocratico senza ricevere una risposta adeguata o essere implementate.
Come influisce la burocrazia sugli anziani a Cuba?
La burocrazia influisce gravemente sugli anziani a Cuba, come dimostra l'esperienza del giornalista Somoza, che ha proposto un sistema di sconti per alleviare l'inflazione che colpisce le pensioni. La mancanza di risposta e di azione da parte del governo fa sì che queste proposte restino bloccate, lasciando gli anziani senza il supporto necessario in mezzo a una crisi economica.
Quali misure ha preso il governo cubano in risposta alle critiche sulla sua gestione?
Il governo cubano, rappresentato da Miguel Díaz-Canel, ha riconosciuto problemi di portata nella sua gestione, ma le sue misure sono ritoriche e non offrono soluzioni concrete. I richiami a "ordinare e pulire" L'Avana non si traducono in azioni efficaci, e le strutture create per ascoltare il popolo vengono percepite come risorse inutili.
Cosa ne pensano i cittadini cubani delle promesse del governo?
I cittadini cubani sono scettici riguardo alle promesse del governo, poiché vedono un contrasto tra il discorso ufficiale e la realtà quotidiana. La mancanza di soluzioni tangibili e la continua ripetizione di promesse non mantenute hanno generato sfiducia e frustrazione tra la popolazione, che affronta problemi come la mancanza di approvvigionamento e i blackout senza risposte efficaci da parte dello Stato.
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