"Falso Paradiso": L'operazione che ha revocato la cittadinanza a un cubano

L'operazione "False Haven" revoca le cittadinanze ottenute con frode negli Stati Uniti, come nel caso di Orlando Chávez, che ha nascosto reati gravi. L'iniziativa mira a proteggere le comunità e garantire la giustizia.

Orlando ChávezFoto © Collage CiberCuba

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Le autorità statunitensi hanno avvertito sulle conseguenze della Operazione "False Haven" —tradotta da alcuni come “falso cielo”—, un'offensiva congiunta di ICE e del Dipartimento di Giustizia per revocare le cittadinanze ottenute fraudolentemente ed espellere coloro che hanno occultato reati gravi, in particolare abusi sessuali su minori, durante il loro processo di naturalizzazione.

Il preavviso acquista importanza dopo il caso del cubano Orlando Chávez, di 43 anni, naturalizzato e successivamente dichiarato colpevole di frode nella naturalizzazione e di aver utilizzato un certificato di cittadinanza ottenuto in modo fraudolento.

Secondo il fascicolo, Chávez ha mentito sotto giuramento nella sua richiesta (14 luglio 2017) e nell'intervista con USCIS (19 aprile 2018) negando di aver commesso atti sessuali coercitivi o reati non arrestati.

Poi prestò giuramento (30 aprile 2018) e utilizzò il certificato per richiedere un passaporto (19 maggio 2018).

Más tardi, nell'ottobre del 2019, è stato condannato per due reati di abuso su minori (fatti del 2014), a 14 mesi di reclusione e cinque anni di libertà condizionata.

Un giurato federale lo ha dichiarato colpevole dei reati di frode di naturalizzazione e utilizzo del certificato fraudolento dopo un'indagine di ERO Miami nell'ambito di "False Haven".

Cos'è "False Haven" e come agisce

Secondo le informazioni ufficiali, "False Haven" (lanciata nel 2019 dalla Document and Benefit Fraud Task Force a Raleigh, NC) incrocia i registri statali degli offender sessuali e altri dati per individuare naturalizzazioni con dichiarazioni false o omissioni.

Con ciò promuove cause penali e civili per denaturalizzare e rimuovere dal paese i condannati.

La iniziativa ha portato a procedimenti contro autori di violazione in serie, abuso sessuale infantile, incesto, sodomia, materiale di abuso sessuale infantile, sequestro, tratta, omicidio, traffico di droga, riciclaggio, frode fiscale e medica, malversazione, furto di identità aggravato e maltrattamento di anziani.

Rischi per i naturalizzati

Secondo il caso e l'operazione, i naturalizzati possono essere soggetti a una serie di conseguenze che includono dalla pena detentiva federale fino alla deportazione.

  • Disnaturalizzazione automatica: una condanna per frode di naturalizzazione comporta la revoca della cittadinanza.
  • Prigione federale: nel caso di Chávez, la Procura ha anticipato che la pena massima arriva a 10 anni; la sentenza è stata fissata per l'8 gennaio 2025.
  • Rimozione (deportazione): perdendo la cittadinanza, l'individuo è soggetto a procedure di espulsione a carico di ERO.
  • Nullità dei documenti: il certificato di naturalizzazione e qualsiasi documento ottenuto con esso (ad es., passaporto) perdono validità.
  • Indagini retroattive: l'operazione esamina i casi in cui i reati si sono verificati prima della naturalizzazione ma non sono stati rivelati.

Il caso che ha acceso l'allerta

La sede di ERO Miami ha sottolineato che ottenere la cittadinanza con dichiarazioni ingannevoli “compromette la santità del processo” e che False Haven persegue e processo coloro che hanno nascosto reati atroci, al fine di proteggere le comunità e rendere conto.

Nel processo di due giorni contro Chávez, la giuria ha esaminato la richiesta N-400, l'intervista sotto giuramento, la cerimonia di naturalizzazione e la successiva condanna statale come parte di un modello di frode.

Il caso è stato portato avanti dalla vicedirettrice del DHS Melissa Roca Shaw e dalla procuratrice federale aggiunta Yisel Valdés.

La avvertenza delle autorità arriva in un momento in cui "False Haven" ha in corso indagini e ha prodotto molteplici causein tutto il paese.

A livello individuale, il caso di Chávez illustra l'ambito dell'operazione: se il governo dimostra che ci sono state menzogne o omissioni materiali nella naturalizzazione, la cittadinanza viene revocata e si rende possibile la rimozione.

Domande frequenti sull'Operazione "False Haven" e le sue implicazioni

Cos'è l'Operazione "False Haven" e come influisce sui naturalizzati?

L'Operazione "False Haven" è un'iniziativa congiunta di ICE e del Dipartimento di Giustizia lanciata nel 2019 per rilevare frodi nella naturalizzazione ed espellere individui che hanno nascosto crimini gravi durante il loro processo di naturalizzazione. Colpisce i naturalizzati che hanno mentito nelle loro domande, esponendoli alla denaturalizzazione e a possibili procedimenti di deportazione.

Quali conseguenze affronta una persona disnaturalizzata per frode di cittadinanza?

Una persona desnaturalizzata a causa di frode sulla cittadinanza affronta la revoca della sua cittadinanza, il che comporta l'annullamento di documenti come il certificato di naturalizzazione e il passaporto. Inoltre, può essere soggetta a procedure di espulsione e affrontare pene detentive federali.

Come si rilevano le frodi nella naturalizzazione sotto "False Haven"?

L'Operazione "False Haven" incrocia i registri statali degli offender sessuali e altri dati per identificare dichiarazioni false o omissioni durante il processo di naturalizzazione. Questo permette di avviare cause penali e civili per denaturalizzare e rimuovere dal paese i condannati.

Quali casi recenti sono stati evidenziati da "False Haven"?

Il recente caso di Orlando Chávez, un cubano denaturalizzato per aver ocultato reati di abuso infantile, si distingue come un esempio dell'efficacia di "False Haven". La sua cittadinanza è stata revocata dopo che si è scoperto che aveva mentito durante il suo processo di naturalizzazione, il che ha portato alla sua denaturalizzazione e a un processo di espulsione.

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