
Video correlati:
Il regime cubano è tornato a ricorrere questa settimana alla sua retorica burocratica e colma di slogan vuoti per presentare, come un successo, la revisione del cosiddetto "Programma di Governo per correggere le distorsioni e rilanciare l'economia".
La riunione del Consiglio di Stato, riportata in Granma con un dispiegamento di frasi standardizzate e prive di contenuto, ha messo in evidenza il contrasto tra il discorso ufficiale e la dura realtà che affrontano i cittadini.
Secondo l'organo ufficiale del Partito Comunista, il primo ministro Manuel Marrero Cruz ha informato riguardo ai "progressi" del piano durante una sessione presieduta da Esteban Lazo Hernández.
Il rapporto ha enumerato cronogrammi, obiettivi generali e “azioni implementate”, ma senza fornire un singolo dato concreto su come queste misure abbiano impattato nella vita quotidiana dei cubani, segnata dall'inflazione, dalla scarsità e dal collasso dei servizi di base.
Il linguaggio utilizzato nella nota ufficiale ha riflesso ciò che è già diventato un modello: abbondanza di termini astratti come “portata degli obiettivi generali”, “strategie municipali di sviluppo” o “contributi collettivi dei deputati”.
Sin embargo, il contenuto reale di quelle politiche rimane opaco e la loro applicazione è inefficace. Per i lettori di Granma, il risultato è un testo dove la propaganda sostituisce l'analisi e la statistica si dissolve in slogan.
Il contrasto con le critiche degli specialisti indipendenti è evidente. L'economista Pedro Monreal ha sottolineato più volte che il programma non corregge le “distorsioni” che afferma di combattere, ma le approfondisce.
Secondo la sua analisi, ogni espansione del commercio in valuta rafforza la segmentazione del mercato interno, mentre l'austerità fiscale imposta dal governo riduce ulteriormente la capacità di acquisto della maggior parte dei cubani.
Invece, il racconto ufficiale ha preferito concentrarsi sul fatto che si è “conclusa la proposta aggiornata” del programma e che si sono “valutate le oltre 70 proposte” dei deputati, come se l'enumerazione di passaggi amministrativi equivalesse a risultati tangibili.
Non è comparsa neanche una sola menzione nell'articolo di Granma riguardo gli effetti del piano sull'inflazione, il mercato dei cambi o la produzione alimentare, tre delle principali preoccupazioni dei cittadini.
La riunione ha anche affrontato la supervisione del ministero dell'Industria Alimentare e la Legge sulla Pesca, da cui sono emerse “12 raccomandazioni e 71 misure”. Ancora una volta, il rapporto ufficiale si è limitato a sommare cifre, senza spiegare come queste azioni affronteranno la scarsità che colpisce la tavola familiare.
Nella retorica del regime, il semplice fatto di approvare misure viene presentato come prova di efficacia, sebbene nella pratica i problemi persistano e si aggravino.
Granma ha inoltre dedicato spazio all'approvazione di un decreto legge riguardante i titoli onorifici e le decorazioni, un promemoria delle priorità scollegate dal potere politico di fronte alla crisi nazionale.
Mientras il paese sperimenta uno scenario che gli economisti descrivono come stagflazione —alta inflazione combinata con stagnazione produttiva—, il governo investe tempo a regolare medaglie e onorificenze.
Per Monreal e altri esperti, la radice del fallimento è strutturale: il modello centralizzato e controllato dallo Stato impedisce la creazione di un vero ambiente produttivo, mentre l'inflazione divora salari e pensioni.
Senza profonde riforme che liberino l'iniziativa privata, assicurino gli investimenti esteri e stabilizzino la moneta nazionale, qualsiasi programma governativo rimarrà un esercizio di retorica. L'articolo di Granma sul Consiglio di Stato ha confermato questa tendenza.
Il discorso ufficiale è impregnato di tecnicismi e cronoprogrammi, ma evita qualsiasi bilancio critico. Non c'è autocritica sull'impatto delle misure, né trasparenza nei risultati. Si tratta di un copione ripetuto: riunioni, rapporti, obiettivi, e la promessa eterna che il peggio sta per essere superato.
In pratica, i cubani sanno che queste frasi altisonanti non si traducono in un miglioramento economico. La propaganda cerca di mascherare con parole ciò che l'esperienza quotidiana rivela con verità: un paese dove lo stipendio non basta nemmeno per mangiare, la moneta crolla e il futuro continua a essere ipotecato.
La riunione del Consiglio di Stato, lontana dall'offrire soluzioni, ha nuovamente messo in evidenza il divorzio tra il potere totalitario e la società. E l'articolo di Granma è prova che, a Cuba, il racconto ufficiale conta più della realtà che cerca di nascondere.
Archiviato in: