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Il giornale provinciale Sierra Maestra, organo ufficiale del Partito Comunista a Santiago di Cuba, ha pubblicato questa domenica una nota sui suoi social media, nella quale attribuiva a un sabotaggio il collasso del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) nell'Oriente dell'Isola.
Minuti dopo, il testo fu rimosso senza offrire spiegazioni e sostituito da una versione molto più breve che ometteva ogni riferimento alla presunta azione intenzionale.
Nella pubblicazione originale, il mezzo citava dichiarazioni del governatore di Santiago di Cuba, Manuel Falcón Hernández, diffuse sul suo canale Telegram.
Secondo questa versione, “persone senza scrupoli” avrebbero sabotato impianti a Nuevitas, provocando l'interruzione della linea di 220 kV Nuevitas-Tunas e, di conseguenza, la disconnessione totale del sistema elettrico da Las Tunas a Guantánamo.
Il testo qualificava il fatto come un “atto vigliacco e criminale” che minacciava il benessere del popolo.
Tuttavia, poco dopo la nota è scomparsa dalla pagina di Facebook di Sierra Maestra ed è stata sostituita da un messaggio conciso in cui si informava che l'Oriente del paese era stato riallacciato al SEN intorno a mezzanotte e che il servizio si stava ripristinando progressivamente nel territorio.
Il rocambolesco giro ha sollevato interrogativi sui social media, anche tra figure del governo. Il vicepresidente dell'Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC), Francisco Rodríguez Cruz, ha commentato sotto il nuovo post: “E questo cos'è stato?”, accompagnando le sue parole con uno screenshot dell'articolo originale che parlava di sabotaggio.
La confusione ha contrastato con informazioni precedenti offerte da altri portavoce ufficiali. Sui suoi social media, il giornalista Lázaro Manuel Alonso aveva inizialmente assicurato che la disconnessione del sistema era avvenuta a causa di “condizioni meteorologiche avverse” nella zona e per la bassa generazione esistente a est al momento del collasso.
Il blackout è iniziato la notte del 7 settembre dopo l'interruzione della linea Nuevitas-Tunas, lasciando senza elettricità milioni di cubani per oltre sei ore. A Santiago di Cuba, la mancanza di luce ha scatenato un tocco di pentole per le strade della città, dove i residenti hanno protestato gridando “Vogliamo corrente!”.
L'episodio riflette non solo la fragilità del SEN, che si trascina un deficit cronico di generazione, ma anche le contraddizioni nel discorso ufficiale, incapace di fornire una versione chiara e coerente sulle cause di un crollo che ha colpito l'intera regione orientale del paese.
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