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Il pugile Yordenis Ugás, riconosciuto per il suo attivismo contro il regime di Havana, si è espresso con fermezza dopo aver appreso che gli Stati Uniti hanno negato il visto umanitario al bambino cubano Jorgito Reina Llerena, di otto anni, diagnosticato con leucemia e in attesa di un trapianto di midollo in Florida.
"Incredibile, e danno il visto tutto il tempo a quanti comunisti, opportunisti vengono in questo paese. Un caso di vita o di morte. Un bambino che lotta per la sua vita", ha scritto Ugás sulla sua pagina di Facebook.
Il pugile ha espresso la sua indignazione per quello che considera un doppio standard nella politica migratoria statunitense: l'accesso quasi immediato che - secondo lui - ricevono persone legate al castrismo, mentre casi umanitari urgenti come quello di Jorgito rimangono nel limbo burocratico.
"Per questi casi molta gente si infastidisce, quando vede arrivare un tipo del genere con la sua bella faccia che entra dall'aeroporto", ha sottolineato, alludendo a funzionari o sostenitori del governo cubano che riescono ad entrare negli Stati Uniti.
La sua esperienza personale con il caso di sua madre
Ugás ha colto l'occasione per ricordare le difficoltà che ha affrontato quando ha cercato di portare sua madre, Milagros, da Cuba.
Spiegò di essere andato all'ufficio dell'allora senatore Marco Rubio - oggi segretario di Stato - per gestire il processo di riunificazione, ma le autorità migratorie hanno respinto il suo caso.
"Finalmente USCIS ha detto che il mio caso di richiesta non aveva alcuna urgenza, nonostante le situazioni di salute, nonostante fossi un attivista e una voce nella nostra comunità contro la dittatura. Un giorno si è ammalata e ho dovuto portarla fuori in sedia a rotelle da Cuba", ha raccontato.
Il dramma di Jorgito, un bambino intrappolato tra Cuba e gli Stati Uniti.
Il caso che ha suscitato l'indignazione di Ugás è quello di Jorgito Reina Llerena, un bambino dell'Avana diagnosticato nel 2019 con Leucemia Linfoblastica Acuta. Dopo varie ricadute e trattamenti aggressivi, la sua unica opzione di vita è un trapianto di midollo osseo, una procedura che non viene eseguita a Cuba.
Suo padre, residente in Florida, ha fatto dei passi per anni per portarlo negli Stati Uniti. È riuscito persino a ottenere l'impegno dell'ospedale Nicklaus Children di Miami per effettuare il trapianto e ha avviato una campagna di raccolta fondi per coprire le spese di viaggio e il visto.
Nel 2023, le autorità statunitensi hanno negato il visto turistico al bambino.
In 2024, dopo l'intervento diretto di Marco Rubio, USCIS ha assicurato alla famiglia che il caso sarebbe stato "prioritario". Tuttavia, all'inizio di questo mese è stato confermato che il visto umanitario è stato rifiutato.
L'argomento: con le prove presentate, Jorgito "non è idoneo per un permesso umanitario". Una decisione che lascia il piccolo intrappolato a Cuba, senza accesso al trattamento che potrebbe salvargli la vita.
Un contrasto doloroso
Per Ugás, il rifiuto del visto a Jorgito riflette l'insensibilità di un sistema che, secondo lui, fallisce nelle cose più elementari.
La frustrazione del pugile si collega alla sua storia personale: la lunga attesa per riunirsi con sua madre, l'assenza di radici e la denuncia costante di quelle che considera ingiustizie sia del regime cubano che della burocrazia americana.
Milagros è finalmente riuscita a arrivare negli Stati Uniti nel 2024, dopo quasi un decennio di separazione.
Da allora, ha condiviso pubblicamente l'emozione delle celebrazioni familiari che per anni gli sono state negate dalla separazione forzata dell'esilio.
Nel frattempo, la famiglia di Jorgito continua a sperare in un miracolo: che la decisione dell'USCIS possa essere riesaminata o annullata, e che il piccolo riesca ad arrivare in tempo all'ospedale di Miami dove lo attende il trapianto.
"Il bambino continua ad aspettare la terapia che potrebbe salvargli la vita," riassume la famiglia.
Domande frequenti sul caso di Jorgito Reina Llerena e le critiche di Yordenis Ugás
Perché è stata negata la visa umanitaria a Jorgito Reina Llerena?
La visa umanitaria è stata negata perché le autorità statunitensi hanno ritenuto che Jorgito "non si qualifichi per un permesso umanitario" con le prove presentate. Nonostante l'intervento di Marco Rubio e l'impegno dell'USCIS a dare priorità al caso, non è stata ottenuta l'approvazione del visto necessario affinché il bambino potesse ricevere il trapianto di midollo osseo negli Stati Uniti.
Qual è la critica di Yordenis Ugás nei confronti della politica migratoria degli Stati Uniti?
Yordenis Ugás ha criticato la politica migratoria degli Stati Uniti, ritenendo che ci sia un doppio standard. Ugás sottolinea che vengono concessi visti a persone legate al castrismo, mentre casi umanitari urgenti come quello di Jorgito rimangono irrisolti. Questa critica si basa sulla sua esperienza personale e sulla frustrazione che prova nel vedere che situazioni di vita o di morte non ricevono l'attenzione adeguata.
Quali azioni ha intrapreso la famiglia di Jorgito per ottenere il visto?
La famiglia di Jorgito ha effettuato molteplici gestioni per ottenere il visto necessario. Il padre del bambino, residente in Florida, ha contattato l'ufficio di Marco Rubio per ricevere supporto e ha avviato una campagna di raccolta fondi per coprire le spese del viaggio e del trattamento medico a Miami. Nonostante questi sforzi, il visto umanitario è stato negato, lasciando il bambino in una situazione critica.
In che modo l'attivismo di Yordenis Ugás ha impattato la comunità cubana?
Yordenis Ugás è stata una figura prominente nell'attivismo cubano, utilizzando la sua piattaforma per denunciare ingiustizie e sostenere varie cause. Il suo attivismo ha risuonato nella comunità cubana, ispirando tanto supporto quanto dibattito. Ugás è stato un critico costante del regime cubano e ha mostrato empatia verso i casi di separazione familiare e le violazioni dei diritti umani, diventando una voce influente all'interno dell'esilio cubano.
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