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Il celebre pugile cubano Yordenis Ugás ha condiviso con emozione la notevole ripresa del giovane Lester Domínguez, vittima di un brutale assalto con machete a Holguín nel marzo del 2023, quando è stato attaccato per rubargli il telefono cellulare.
“Più di un anno fa ho visto il suo caso su CiberCuba e ho ottenuto il suo numero. Gli ho scritto e gli ho detto che volevo essere suo amico”, ha raccontato il pugile santiaguero, uno degli atleti cubani più attivi sui social media, da dove denuncia frequentemente gli abusi del regime dell'Avana.
Da allora, entrambi hanno mantenuto i contatti e il campione ha seguito da vicino l'evoluzione del giovane. “Le prime foto che mi mandava mi facevano sempre commuovere,” ha confessato su Facebook, condividendo un'immagine recente che mostra il notevole progresso nella sua recupero.
Ugás, commosso, ha espresso a Lester e alla sua famiglia la sua gioia: “Gli ho detto che ero molto felice per lui e che Dio continui a benedirlo nella sua guarigione”.
Allo stesso tempo, il pugile, con un'eccellente carriera da dilettante e professionista, ha criticato l'insicurezza crescente nell'isola: “Incredibile la criminalità e i furti a Cuba. Ma, cosa strana, contro la dittatura che li umilia, che toglie loro la corrente e li tiene nella miseria, a quella non alzano nemmeno la voce.”
Un processo difficile, sostenuto dalla solidarietà
Desde l'attacco, Lester ha dovuto sottoporsi a molteplici interventi e trattamenti. Suo padre, Dennis Domínguez, è stato un pilastro fondamentale, informando regolarmente sui progressi del giovane e ringraziando per il supporto ricevuto sia da amici che da cubani in esilio. Inoltre, ha denunciato le carenze del sistema sanitario cubano e ha insistito sulla necessità di portare suo figlio all'estero per ricevere un'assistenza più adeguata.
Nonostante l'orrore vissuto, il caso di Lester si è trasformato in un simbolo di resistenza e speranza, e il gesto di solidarietà di Ugás sottolinea ancora una volta il suo impegno per le cause umane e per i cubani più vulnerabili.
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