Manuel Marrero ha confermato questo mercoledì davanti all'Assemblea Nazionale ciò che tutto il paese già sapeva e soffriva quotidianamente: quest'estate non sarebbe stata senza blackout.
Nonostante le promesse precedenti e i piani annunciati per migliorare la situazione del sistema elettrico, il primo ministro ha riconosciuto pubblicamente che luglio è iniziato non solo con interruzioni di corrente, ma anche che i deficit hanno raggiunto livelli record.
“Anche noi abbiamo la più alta e profonda insoddisfazione su questo aspetto, una delle cose che maggiormente incide sul nostro popolo”, ha ammesso Marrero, spiegando che, sebbene si siano recuperati 1.000 megawatt tramite il sistema di generazione distribuita, la mancanza di combustibile e i problemi logistici impediscono che tale capacità si traduca in elettricità disponibile per la popolazione.
“Anche noi abbiamo la più alta e profonda insoddisfazione in questo aspetto, una delle cose che sta influenzando di più il nostro popolo”, ha dichiarato il primo ministro, che ha aggiunto che continueranno a lavorare per cercare soluzioni nella restante parte dell'estate, anche se ha evitato di fornire dettagli e ha anticipato che il ministro dell'Energia e delle Miniere offrirà un rapporto più ampio.
Questo ultimo di sicuro esporrà una serie di giustificazioni di fronte ai parlamentari cubani, sapendo che, lo scorso maggio, aveva assicurato che la popolazione soffrirebbe solo 4 ore al giorno di blackout durante l'estate.
Per quanto riguarda il ministro dell'Economia e della Pianificazione, Joaquín Alonso Vázquez, ha confermato che il paese mantiene un deficit di carburante che limita il funzionamento e la manutenzione del sistema elettrico, e ha assicurato che il recupero del sistema elettroenergetico nazionale – anche se non si concretizza – rimane un obiettivo strategico prioritario.
Durante il primo semestre dell'anno, secondo Alonso, è stata ottenuta la ripresa di 575 megawatt grazie a riparazioni su motori a combustibile e diesel, oltre a interventi in centrali termoelettriche.
Tuttavia, la produzione elettrica continua a essere al di sotto di quanto pianificato e dei livelli raggiunti nello stesso periodo del 2024, mentre la domanda è aumentata, il che mantiene un alto deficit che “incide sensibilmente sull'economia e sul benessere della popolazione”.
Il titolare dell'Economia ha inoltre informato che le fonti rinnovabili di energia raggiungono un 6,4% di partecipazione nella matrice energetica, il che rappresenta una crescita dell'1,9% rispetto a quanto pianificato e del 2,7% rispetto all'anno precedente.
Ha aggiunto che sono stati gestiti più di 10.000 sistemi di generazione domestica, che saranno commercializzati a breve con priorità per le comunità di difficile accesso e per i settori prioritari.
Nonostante alcuni presunti progressi –più sulla carta che nella realtà–, il Governo riconosce che durante il secondo semestre dell'anno continueranno le interruzioni del servizio elettrico, poiché il paese non dispone ancora della capacità necessaria per soddisfare la totalità della domanda.
A questo si aggiunge la persistenza di problemi strutturali, come la mancanza di risorse per le manutenzioni straordinarie e l'obsolescenza di molte delle centrali elettriche.
Per quanto riguarda la produzione energetica nazionale, il ministro ha assicurato che è stata raggiunta la meta di produzione di petrolio equivalente, con una tendenza al superamento nel secondo semestre, sebbene non si evidenzi nei lunghi blackout che soffre la popolazione.
Si segnala anche un recupero nella produzione di gas, che potrebbe migliorare nel quarto trimestre grazie a accordi con partner stranieri e alla riparazione dei pozzi.
La sessione di mercoledì nel Parlamento cubano ha rivelato non solo il fallimento del Governo nella sua promessa di sollievo energetico, ma anche la limitata capacità del paese di invertire a breve termine una crisi elettrica che colpisce severamente la popolazione.
Domande frequenti sulla crisi energetica a Cuba
Perché il governo cubano non è riuscito a mantenere la sua promessa di ridurre i blackout?
Il governo cubano non è riuscito a mantenere la propria promessa di ridurre i blackout a causa della mancanza di carburante e di problemi logistici che impediscono una generazione di elettricità sufficiente. Nonostante abbia recuperato 1.000 megawatt attraverso il sistema di generazione distribuita, la capacità non si è tradotta in elettricità disponibile per la popolazione, rivelando le limitazioni strutturali del sistema energetico.
Quali sono i fattori che contribuiscono alla crisi energetica a Cuba?
La crisi energetica a Cuba è dovuta a molteplici fattori, tra cui la scarsità di combustibile importato, le centrali termoelettriche in manutenzione, l'aumento della domanda elettrica e il deterioramento dell'infrastruttura elettrica nazionale. Questi problemi sono aggravati dalla mancanza di risorse per effettuare manutenzioni straordinarie e dall'obsolescenza di molte centrali di produzione.
Quali misure ha adottato il governo cubano per affrontare la crisi elettrica?
Il governo cubano ha implementato diverse misure per affrontare la crisi elettrica, come la costruzione di parchi solari, la manutenzione delle centrali termoelettriche e il recupero della generazione distribuita. Tuttavia, queste iniziative si sono rivelate insufficienti per risolvere il deficit energetico, poiché dipendono dalla disponibilità di combustibili e risorse finanziarie che sono scarse.
Qual è l'impatto della crisi energetica sulla vita quotidiana dei cubani?
La crisi energetica colpisce gravemente la vita quotidiana dei cubani, influenzando l'approvvigionamento di elettricità essenziale per conservare alimenti e garantire l'uso di elettrodomestici. I blackout prolungati e irregolari, così come la mancanza di gas per cucinare, provocano un deterioramento della qualità della vita e generano un crescente malcontento tra la popolazione.
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