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Cuba vivrà questo domenica una nuova giornata critica nel suo sistema elettrico, con una previsione di impatto fino a 1370 megawatt (MW) durante l'orario di punta, come confermato dalla Unión Eléctrica nella sua più recente nota informativa.
La disponibilità stimata per questo orario sarà di appena 2300 MW, di fronte a una domanda massima che potrebbe raggiungere i 3600 MW, evidenziando nuovamente il collasso strutturale del sistema energetico nazionale e la continuità dei apagones.
Sin dalle prime ore di mattina di questa domenica, il panorama era già cupo: la disponibilità alle 07:00 è stata riportata a soli 2110 MW, mentre la domanda raggiungeva i 3170 MW, provocando un deficit immediato di 1090 MW.
Per l'orario di mezzogiorno si stima un'alterazione di circa 1050 MW, il che indica che il paese rimarrà sotto influenze per tutta la giornata.
Guasti, manutenzione e mancanza di carburante
Le cause del deficit sono suddivise tra guasti, manutenzioni programmate e gravi limitazioni dovute a mancanza di carburante.
Tra le principali problematiche si segnalano: guasti nell'Unità 2 della CTE Felton e nell'Unità 3 della CTE Renté; manutenzione in corso nelle unità 8 (Mariel), 2 (Santa Cruz), 4 (Cienfuegos) e 5 (Renté), e limitazioni termiche che hanno lasciato fuori servizio 382 MW.
Inoltre, la scarsità di carburante influisce gravemente sulla generazione distribuita, con 79 centrali ferme (586 MW), e motori inattivi nelle patanas di Melones (80 MW) e Regla (20 MW), per un totale di 686 MW fuori servizio a causa di questo.
Energia solare: apporto limitato
Sebbene i 19 nuovi parchi solari fotovoltaici abbiano contribuito con 2165 MWh questo sabato e abbiano raggiunto un picco di 503 MW nella generazione, il loro impatto continua a essere insufficiente rispetto al deterioramento del resto delle capacità energetiche del paese.
Prospettiva per la chiusura della giornata
Per l'orario di punta si prevede l'entrata di 80 MW di motori attualmente fermi per mancanza di combustibile, l'inserimento dell'unità 8 della CTE Mariel (70 MW) e cinque motori nella patana di Regla (40 MW). Anche con queste recuperazioni parziali, il deficit si manterrebbe attorno ai 1300 MW, colpendo migliaia di famiglie, commerci e servizi essenziali in tutto il paese.
Una volta di più, la fragilità del Sistema Elettrico Nazionale è messa a nudo, mentre persistono i problemi strutturali, la mancanza di investimenti e la dipendenza da tecnologie obsolete e combustibili scarsi. La popolazione, da parte sua, rimane intrappolata tra blackout quotidiani, senza risposte chiare né soluzioni a breve termine.
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