Così è avvenuto l'arrivo dei primi migranti ad Alligator Alcatraz, il nuovo centro di detenzione della Florida

All'ingresso del centro, le autorità hanno affisso un cartello che recita "Alligator Alcatraz", il soprannome con cui il governo ha battezzato questa installazione.

Foto © YouTube/Screenshot-Telemundo 51

Un autobus del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) è entrato questa mattina nel nuovo centro di detenzione per immigrati negli Everglades della Florida, segnando ufficialmente l'arrivo del primo gruppo di detenuti in quello che il governo ha soprannominato Alligator Alcatraz.

Questo evento -confermato da fonti di stampa locali- suggerisce che, nonostante gli annunci ufficiali precedenti, i primi trasferimenti di prigionieri si sono svolti oggi e non mercoledì, come inizialmente previsto.

Il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, aveva dichiarato: “Alligator Alcatraz registrerà centinaia di immigrati clandestini questa notte”, riferendosi a mercoledì.

Tuttavia, è stato solo questo giovedì che è stata confermata l'arrivo.

Tuttavia, all'ultima ora di ieri sono entrati nel recinto anche alcuni furgoni e veicoli.

All'ingresso del centro, le autorità hanno affisso un cartello che recita "Alligator Alcatraz", il soprannome con cui il governo ha battezzato questa struttura.

Cartello situato all'ingresso del centro (Fonte: Cattura di Telemundo 51)

Una prigione in mezzo al pantano: Design, logistica e simbolismo

Il centro si trova in una remota pista di atterraggio adattata nel cuore degli Everglades, circondato da alligatori e paludi.

Secondo il governatore Ron DeSantis, la costruzione è stata completata in otto giorni, lungo 16 chilometri, e comprende:

Capacità iniziale per 3.000 detenuti, con un'espansione prevista fino a 5.000.

Oltre 8.500 metri di filo spinato.

- Oltre 200 telecamere di sicurezza.

-400 agenti di sicurezza.

L'installazione è stata costruita dal governo statale in coordinamento con il programma 287(g) del governo federale, che consente agli agenti statali di interrogare e trattenere immigrati sotto custodia per la loro eventuale espulsione da parte di ICE.

Il presidente Donald Trump, accompagnato dalla segretaria del DHS, Kristi Noem, ha visitato martedì il centro e lo ha descritto come un modello da replicare a livello nazionale.

Trump dichiarò: “Presto, questa struttura ospiterà i migranti più minacciosi, alcune delle persone più crudeli del pianeta”, e definì “appropriato” il nome del luogo: “Quello non è un posto in cui voglia andare in gita presto”.

Affermò anche: “L'unica soluzione, in realtà, è la deportazione”.

Trump ha anche insinuato che i membri della Guardia Nazionale potrebbero fungere da giudici di immigrazione per accelerare le espulsioni.

Critiche per condizioni disumane e danni ambientali

Il progetto è stato fortemente criticato da diverse organizzazioni civili, ambientaliste e tribali.

Durante l'inaugurazione del centro, centinaia di manifestanti si sono riuniti all'esterno con cartelli che chiedevano un trattamento umano per gli immigrati e denunciavano l'impatto ecologico in un'area che fa parte della Riserva Nazionale Big Cypress.

Tra le voci più critiche c'è quella di James Osceola, leader della tribù Miccosukee, che ha avvertito: “Per noi, la nostra medicina è in questa terra, e sentiamo che ci ha protetto, quindi dobbiamo proteggerla”.

Ha anche espresso preoccupazione per le frequenti inondazioni, specialmente dopo le piogge di martedì che hanno fatto filtrare acqua in una delle tende.

Nonostante questi avvertimenti, la portavoce statale Stephanie Hartman ha assicurato che i contraenti "hanno teso le giunture alla base delle strutture" per evitare future perdite, e che il complesso è stato rinforzato per resistere a uragani di categoria 2.

Una strategia politica con fini dissuasivi e di raccolta

Funzionari federali e statali hanno promosso il centro come uno strumento di dissuasione migratoria.

Al paragonarlo con la prigione federale di Alcatraz, sperano di inviare un messaggio chiaro: le condizioni saranno dure e l'obiettivo è persuadere i migranti irregolari a partire "volontariamente".

Questa narrativa è stata accompagnata da una campagna mediatica e di raccolta fondi del Partito Repubblicano della Florida, che commercializza t-shirt e prodotti promozionali con il nome del centro.

È stato diffuso anche un meme che mostra il complesso circondato da filo spinato, "custodito" da coccodrilli con cappelli dell'ICE.

Cosa succede adesso?

Il DHS e l'ICE stanno ancora gestendo i dettagli logistici del trasferimento dei detenuti, ma lo stato della Florida ha confermato che l'infrastruttura è già pronta per operare.

Nei prossimi giorni, si prevede che il centro aumenti il suo funzionamento da un numero compreso tra 500 e 1.000 letti, fino a raggiungere le 5.000 all'inizio di luglio.

Nel frattempo, le critiche si accumulano. Le preoccupazioni riguardo alla legalità dell'uso di soldati come giudici, l'idoneità del terreno per ospitare esseri umani, e le condizioni climatiche ed ecologiche avverse continuano a essere oggetto di dibattito.

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