FEU costituisce un gruppo "multidisciplinare" per cercare "nuove" soluzioni all'aumento delle tariffe di ETECSA

L'organizzazione crea un gruppo “multidisciplinare” per discutere l'aumento tariffario di ETECSA, anche se l'azienda ha già chiarito che non ci saranno cambiamenti. Tutto suona come un simulacro e un tentativo di placare il malcontento sociale.

FEU ed ETECSA cercheranno "soluzioni" all'aumento delle tariffeFoto © Radio Rebelde

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In un nuovo tentativo di apparente dialogo tra gli studenti universitari e i funzionari dell'Empresa de Telecomunicaciones de Cuba (ETECSA), la Universidad Tecnológica de La Habana “José Antonio Echeverría” (CUJAE) ha ospitato la creazione di un “Gruppo Multidisciplinare” composto da 30 studenti di diverse università del paese.

La misura, annunciata dalla ufficiale Radio Rebelde, mira a proiettare l'immagine che si ascoltano le preoccupazioni dei giovani dopo il vasto rifiuto dell'ultimo aumento tariffario applicato da ETECSA.

Secondo le informazioni diffuse, il gruppo si occuperà di dialogare con i dirigenti dell'azienda statale, analizzare le nuove misure commerciali imposte, formulare proposte e cercare "collaborazioni future" che possano giovare alla comunità universitaria.

La creazione di questo gruppo è stata presentata come una risposta diretta al crescente malcontento tra gli studenti, che hanno utilizzato i social media per denunciare gli alti prezzi di internet in un paese dove la connessione è un privilegio e non un diritto.

La vicepresidente nazionale della Federazione Studentesca Universitaria (FEU), Litza González Desdín, ha dichiarato durante l'evento che il gruppo è frutto della richiesta degli studenti di essere ascoltati, e ha ribadito che l'organizzazione rimane impegnata con "i sentieri della rivoluzione".

Tuttavia, al di là dei discorsi formali e dell'entusiasmo attentamente presentato, la realtà è che ETECSA ha già chiarito che non ci sarà ritorno sulle sue tariffe e che i prezzi attuali resteranno "adeguati al suo modello economico".

L'azienda ha chiuso ogni possibilità di revisioni significative, limitandosi a giustificare gli aumenti per i costi di gestione e la presunta necessità di "sostenibilità".

Per questo motivo, questo tipo di iniziative è visto da molti come un esercizio di controllo simbolico, in cui si simula partecipazione senza una reale possibilità di influenzare.

La creazione di commissioni o gruppi consultivi è stata una strategia abituale nell'apparato statale cubano per attenuare la pressione sociale senza intaccare le strutture di potere né le decisioni già prese.

Nel frattempo, migliaia di studenti continuano a dipendere da ricariche internazionali, risparmi personali o favori familiari per rimanere connessi, studiare, ricercare o persino accedere a servizi di base.

Invece di rispondere con cambiamenti concreti, il governo sceglie di costituire tavoli di lavoro senza garanzie, né trasparenza, né risultati verificabili.

Il gruppo "multidisciplinare" si riunirà prossimamente con ETECSA, e si è annunciato che "tra alcune settimane" saranno resi noti i primi risultati dell'incontro.

Se questi risultati implicano qualcosa di più che suggerimenti ignorati o promesse vuote, è qualcosa che deve ancora essere visto, ma nel frattempo, l’aumento delle tariffe rimane in vigore e l’indignazione è viva.

La stessa FEU che oggi promuove il “dialogo” con ETECSA è stata quella che, per voce del suo presidente Ricardo Rodríguez, ha recentemente sostenuto senza esitazioni l'aumento delle tariffe, allineandosi con il discorso ufficiale del regime.

Difficile credere in una vera negoziazione quando coloro che dovrebbero rappresentare gli studenti hanno già applaudito la misura prima di sedersi al tavolo.

Tuttavia, dopo il sostegno del presidente nazionale della FEU alla politica tariffaria di ETECSA, la polemica ha continuato a crescere arrivando a creare una massa di indignazione da parte dei cittadini sui social media.

Un'altra prova dell'allineamento ufficiale della FEU verso il regime è stata quando, di fronte al crescente malessere studentesco per l'aumento delle tariffe di ETECSA, l'organizzazione presso l'Università Centrale "Marta Abreu" di Las Villas (UCLV) ha emesso un comunicato in cui, lontano dal solidarizzarsi con i reclami, ha affermato che la sua priorità era “mantenere la tranquillità” nel campus universitario, chiarendo che il suo ruolo è contenere la protesta, non rappresentarla.

Domande frequenti sul Gruppo Multidisciplinare e le Tariffe di ETECSA

Che cos'è il "Gruppo Multidisciplinare" creato dalla FEU per affrontare l'aumento delle tariffe di ETECSA?

Il "Gruppo Multidisciplinare" è composto da 30 studenti di diverse università cubane ed è stato creato con l'obiettivo di scambiare idee con i dirigenti di ETECSA, analizzare le misure commerciali attuali e proporre collaborazioni future che possano beneficiare la comunità universitaria. Tuttavia, esiste scetticismo circa l'effettiva utilità di questo gruppo, dato il controllo storico del governo sulle decisioni di ETECSA.

Perché l'aumento delle tariffe di ETECSA ha generato tanto malcontento tra gli studenti cubani?

Il rincaro delle tariffe di ETECSA ha provocato malcontento perché limita l'accesso a internet, una risorsa fondamentale per lo studio e la comunicazione, specialmente in un contesto in cui i salari sono bassi e l'accesso alle valute estere è limitato. Gli studenti dipendono da internet per svolgere le loro responsabilità accademiche e professionali, e le nuove tariffe lo rendono inaccessibile per molti.

Qual è stata la risposta di ETECSA di fronte alle critiche per l'aumento delle tariffe?

ETECSA ha giustificato gli aumenti delle tariffe per i costi operativi e la necessità di sostenibilità, ma ha escluso qualsiasi possibilità di revisione significativa. L'azienda ha offerto pacchetti di dati aggiuntivi per gli studenti universitari, ma queste misure sono viste come insufficienti da gran parte del corpo studentesco.

Come ha reagito la comunità studentesca alle misure di ETECSA?

La comunità studentesca ha reagito con proteste e comunicati contro l'aumento delle tariffe, chiedendo una revisione delle misure. Intere facoltà hanno chiesto le dimissioni dei rappresentanti studenteschi che ritengono non stiano difendendo i loro interessi, e hanno indetto scioperi accademici come forma di resistenza pacifica.

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