La UNE inaugura parchi solari a Cuba, ma il deficit elettrico rimane sopra i 1.500 MW

Cuba affronta un grave deficit elettrico di oltre 1.500 MW nonostante l'inaugurazione di nuovi parchi solari. La capacità installata rimane insufficiente, portando a frequenti e prolungati blackout.

Parco solare a CubaFoto © Facebook / UNE

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Nonostante i nuovi annunci riguardanti l'espansione delle fonti rinnovabili, Cuba continua a fronteggiare un grave deficit di generazione elettrica che supera i 1.500 megawatt, come riportato nel suo bollettino quotidiano dall'Unione Elettrica (UNE).

In una nota ufficiale pubblicata questo lunedì, l'azienda statale ha riconosciuto che il servizio elettrico è stato compromesso durante l'intera giornata precedente e ha continuato anche nella mattinata della domenica. La massima interruzione registrata è stata di 1.533 MW alle 22:00, coincidente con l'orario di maggior richiesta.

Nonostante che 16 parchi solari fotovoltaici abbiano fornito insieme 1.542 MWh, con una potenza massima di 440 MW, la disponibilità reale del sistema era molto inferiore alla domanda. La UNE ha precisato che domenica mattina c'era una disponibilità di 1.935 MW, rispetto a una domanda di 2.850 MW, il che ha provocato una carenza di 950 MW. Per mezzogiorno, si stimava che la carenza sarebbe aumentata a 1.005 MW.

Il pronostico per l'orario di punta della notte non è incoraggiante: la generazione proiettata si aggirerebbe attorno ai 2.000 MW, mentre la domanda salirebbe fino a 3.500 MW, generando così un difetto di 1.500 MW e un impatto stimato di 1.570 MW.

Facebook / Unión Eléctrica UNE

Inaugurano un parco solare, ma persiste il collasso

Poco dopo il suo rapporto diario, la stessa UNE celebrava sui social media l'entrata in funzione del Parco Solare "Hoyo Colorado", nel comune di Martí, Matanzas, con una capacità di 21,8 MW. Con questa aggiunta, la potenza istantanea generata da energia solare a Cuba superò per la prima volta i 400 MW, superando persino la centrale termoelettrica di Guiteras.

La società statale ha sottolineato che questo progresso consentirebbe di ridurre la dipendenza dal diesel importato, migliorare la situazione a Matanzas, generare posti di lavoro locali ed evitare l'emissione di 30.000 tonnellate di CO₂ all'anno. Inoltre, lo ha definito come un passo fermo verso l'obiettivo di fare in modo che il 24 % dell'elettricità del paese sia rinnovabile entro il 2030.

Facebook / Unión Eléctrica UNE

I black-out programmati a L'Avana rafforzano il contrasto

Mientras la UNE promuoveva progressi nella generazione solare, l' Empresa Eléctrica de La Habana ha pubblicato un cronoprogramma di interruzioni a causa del deficit di generazione per il 9 giugno. Il programma prevede tagli dell'elettricità in cinque blocchi diversi tra le 10:00 e le 12:00, distribuiti come segue:

  • B4: 10:00 – 14:00
  • B5: 11:00 – 15:00
  • B2: 15:00 – 19:00
  • B3: 19:00 – 23:00
  • B1: 20:00 – 24:00

Inoltre, si è avvertito che, qualora le condizioni del SEN lo richiedessero, sarebbero state applicate nuove rotazioni di interruzioni dopo la mezzanotte, dando priorità ai circuiti non interessati durante il giorno. Il tempo medio di ulteriore interruzione sarebbe di un'ora.

Questo piano di blackout per la capitale del paese rafforza il contrasto tra il discorso di crescita nelle energie rinnovabili e la realtà quotidiana che vivono i cittadini.

Facebook / Empresa Eléctrica di La Habana

Una crisi strutturale che persiste

Anche se le autorità promuovono un discorso di progressi tecnologici e energie pulite, i dati ufficiali confermano che la capacità installata continua a essere insufficiente, anche con il sostegno delle fonti rinnovabili. Il collasso del sistema elettrico continua a colpire la popolazione con blackout prolungati e ricorrenti, in un contesto di scarsità di combustibili, paralisi delle centrali termiche e mancanza di investimenti strutturali.

Domande frequenti sulla crisi energetica a Cuba e il ruolo dei parchi solari

Perché continua a esserci un deficit elettrico a Cuba nonostante i nuovi impianti solari?

Il deficit elettrico a Cuba persiste perché la capacità installata dei parchi solari è insufficiente per soddisfare la domanda energetica del paese, specialmente durante le ore di punta. Nonostante l'aggiunta di nuovi parchi solari, la generazione di energia rinnovabile rimane marginale rispetto alle necessità totali, e il sistema elettrico nazionale affronta gravi problemi strutturali, come il degrado delle centrali termoelettriche e la scarsità di combustibile.

Qual è il contributo reale dei parchi solari alla matrice energetica di Cuba?

Il contributo dei parchi solari alla matrice energetica di Cuba è ancora limitato. Anche se sono stati compiuti sforzi per aumentare la capacità di generazione solare, questa rappresenta meno del 5% della matrice energetica nazionale. L’intermittenza dell'energia solare e la mancanza di un'infrastruttura adeguata per il suo stoccaggio e distribuzione ne limitano il reale impatto sulla fornitura elettrica del paese.

quali misure sta adottando il governo cubano per risolvere la crisi energetica?

Il governo cubano ha annunciato piani per costruire più parchi solari e aumentare la partecipazione delle energie rinnovabili nella matrice energetica. Tuttavia, la mancanza di investimenti e una gestione inefficace hanno impedito progressi significativi. Inoltre, il governo ha fatto ricorso a blackout programmati per gestire il deficit energetico, ma queste misure non affrontano le cause strutturali della crisi, come il deterioramento delle centrali termoelettriche e la scarsità di carburante.

Perché l'energia solare non è sufficiente a coprire la domanda elettrica a Cuba?

L'energia solare è intermittente e dipende dalle condizioni climatiche, il che limita la sua capacità di soddisfare la domanda elettrica, specialmente nelle ore di maggiore consumo, come durante le ore notturne. Inoltre, l'infrastruttura attuale non è pronta per integrare efficacemente l'energia solare, riducendo così la sua efficacia nella rete elettrica nazionale.

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Redazione di CiberCuba

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