Lo spirito di Mella di fronte all'aumento delle tariffe: Gli studenti lo invocano con un cartello di fronte alla sua statua all'Avana

Studenti cubani protestano contro l'aumento delle tariffe di ETECSA con un intervento simbolico davanti alla statua di Julio Antonio Mella, criticando la repressione e le disuguaglianze a Cuba.

Studenti con il volto di MellaFoto © Facebook/Raymar Aguado Hernández

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In un gesto simbolico di protesta, gli studenti cubani hanno recuperato l'immagine di Julio Antonio Mella come icona di resistenza di fronte al rifiuto popolare alle recenti misure dell'Impresa di Telecomunicazioni di Cuba (ETECSA).

Questo giovedì ha iniziato a circolare sui social una fotografia in cui si vede la scultura di Mella affiancata da due giovani che tengono ritratti del leader studentesco.

Nel busto, un cartello di cartone con lettere scritte a mano lancia la provocatoria domanda: “Dove si trova Mella?”. La frase, che risuona come un'interpellanza diretta alle nuove generazioni, è stata interpretata come una critica sia alla passività istituzionale sia alla repressione del pensiero critico.

Captura di Facebook/Raymar Aguado Hernández

La scena evoca un intervento artistico precedente: la performance "¿Dónde está Mella?", realizzata nel 2017 dall'artista dissidente Luis Manuel Otero Alcántara nella Manzana de Gómez, a L'Avana Vieja.

In quell'occasione, Otero si vestì da statua vivente con un'immagine di Mella a coprirgli il volto, in una provocazione diretta all'uso ufficialista dei simboli rivoluzionari. Quella referenza estetica e politica è stata ripresa ora, ma adattata al nuovo scenario: il crescente malessere sociale per la precarietà economica e le restrizioni governative.

Captura di Facebook/El Señor Corchea

La nuova protesta avviene nel contesto di un “sciopero universitario” a causa dell'inconformità dalla quando ETECSA ha annunciato un nuovo schema tariffario che limita le ricariche in pesos cubani a 360 CUP mensili, costringendo gli utenti a pagare il resto del servizio in dollari statunitensi.

Questa misura è stata definita da molti come un "apartheid digitale", poiché limita l'accesso a internet a coloro che non possono permettersi i prezzi elevati.

La presidentessa di ETECSA, Tania Velázquez, ha giustificato l'aumento delle tariffe sostenendo la necessità di immettere valute per saldare debiti e migliorare i servizi, nonostante il rifiuto popolare e le critiche per disuguaglianza.

Il malcontento studentesco si è intensificato quando il presidente nazionale della FEU, Ricardo Rodríguez González, ha partecipato a una emissione speciale della Mesa Redonda, dove ha elogiato gli "spazi di scambio" e ha condannato la "manipolazione da parte dei nemici della Rivoluzione". Questa posizione è stata percepita da molti come un tradimento delle richieste studentesche e ha generato un'ondata di critiche sui social media.

La convocazione al fermo accademico è partita dalla Federazione Studentesca Universitaria (FEU) della Facoltà di Matematica e Informatica dell'Università dell'Avana. Gli studenti richiedono la revoca della misura e l'organizzazione di un incontro "con tutto il corpo studentesco" per chiarire le ragioni dietro a questa decisione.

Altre facoltà, come quella di Filosofia, Storia e Sociologia, hanno espresso il loro rifiuto dell'aumento dei prezzi, denunciando la mancanza di rappresentanza e l'ambiguità nella comunicazione di ETECSA.

A dispetto del fatto che il governo cubano, attraverso la Università de L'Avana, abbia cercato di dimostrare che la normalità continua nelle sue aule, è certo che gli studenti hanno ribadito che la loro protesta va oltre l'accesso a internet, riflettendo un malessere generalizzato di fronte alla crisi economica e alla mancanza di servizi di base come luce, acqua e trasporto.

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