Il recente tarifazo di ETECSA ha suscitato un'ondata di forti critiche tra i cubani che vivono all'estero, i quali denunciano che la nuova politica non solo limita l'accesso a internet a Cuba, ma impone anche un onere diretto sugli emigrati, diventati il supporto economico del sistema.
Desde gli Stati Uniti, l'utente @anay.armenteros.a, conosciuta come “La Bandida”, ha pubblicato un video in cui ha espresso la sua frustrazione per l'impatto emotivo e finanziario che comporta questa misura. “Ci pressano di più, perché il governo vuole dollari a tutti i costi, vuole vivere di noi, di quelli che siamo qui”, ha detto.
Da Italia, la cubana Yanet Friol, conosciuta sui social come Alegría Cubana (@alegriacubanaa), ha reagito con sarcasmo nel rivedere i nuovi piani dati dell'azienda statale. “Ho avuto l'impressione che siano così ben fatti per noi. Perché se loro possono ricaricare solo una volta al mese, e noi possiamo, mi sembra che siano fatti per noi, mi sbaglio?”, ha chiesto. Ha anche criticato il fatto che, in mezzo ai blackout, quel poco che ha il cubano è il suo telefono, e ora sarà limitato anche quello.
Un altro testimone che ha riecheggiato sui social è @mividadecomedia, un giovane cubano residente a Miami, che ha definito la misura come un ritorno indietro di otto anni. “Abbiamo fatto sei mesi di progresso e siamo tornati indietro rispetto al coronavirus. Sono stati attivati i connectify e le applicazioni di firewall con i dati mobili per non spendere troppo”, ha detto. “Loro non contano su quelli di voi, loro contano su quelli che sono qui a decidere. Tutto è una menzogna, e vogliono farti vivere questa menzogna.”
Da Messico, il youtuber Michel Crónicas ha messo a confronto il sistema cubano con quello del suo paese di residenza, criticando i prezzi elevati imposti da ETECSA. Ha anche denunciato che coloro che non possono pagare in pesi cubani dovranno ricorrere a pacchetti in dollari, con prezzi che oscillano tra 10 e 35 USD, il che trasforma l'accesso a internet in un privilegio per chi riceve rimesse o ha familiari all'estero.
L'attivista cubana Saily González Velázquez, dal canto suo, aveva chiamato dall'esilio a un boicottaggio economico: “Ci estorcono con pacchetti per mangiare, hotel per passeggiare e ora dati mobili per comunicarci. Basta così.” Ha proposto un blocco totale delle ricariche come forma di pressione contro quello che considera un modello di esclusione digitale. “Oggi sono le ricariche, ma domani ci faranno pagare anche l'acqua in dollari.”
In parallelo, anche da Cuba si sono levate voci di rifiuto alla dollarizzazione del servizio. L'avvocato Manuel Viera, ad esempio, ha affermato su Facebook: “Non accetterò che mi mettano un cazzo di peso a nome di ETECSA. Non voglio ricariche. Voglio che ETECSA muoia di fame anche se non userò mai più un cellulare”, definendo l'azienda come un'entità “anti-popolo” in un'economia progettata esclusivamente per coloro che ricevono rimesse.
Il critico Jorge de Mello ha espresso la sua decisione di abbandonare i social media poiché non può permettersi i nuovi prezzi e ha rifiutato di “chiedere ai miei amici emigrati di pagare anche un solo dollaro a un'inefficiente azienda statale che pratica il jineterismo digitale protetta dalla mancanza di libertà”. Entrambi hanno denunciato l’alto costo del servizio come un’espressione di esclusione e ricatto, e hanno richiesto una Cuba che pensi a chi ancora resiste all'interno del paese.
La risposta ufficiale è arrivata in modo parziale. ETECSA ha cercato di calmare gli animi tra gli studenti universitari offrendo pacchetti speciali da 12 GB a 720 CUP e accesso gratuito a siti educativi, ma senza modificare il limite di 360 CUP mensili né revertire la struttura basata in dollari.
Il malessere tra i cubani dell'esilio cresce, non solo per la nuova tariffa, ma per la sensazione di essere utilizzati come una fonte di reddito forzata. Come ha espresso un'emigrata sui social: “Siamo andati via per essere liberi, ma continuiamo a portarci un peso addosso. Loro vivono di ciò che mandiamo. E questo deve finire.”
Domande Frequenti sul Tarifazo di ETECSA e il suo Impatto sui Cubani
Perché ETECSA ha aumentato le tariffe di internet?
L'aumento delle tariffe di ETECSA è dovuto alla necessità del governo cubano di raccogliere più divise a causa della grave crisi economica che attraversa il paese. L'obiettivo è adeguare le offerte in valuta nazionale e promuovere il consumo di pacchetti in divise per generare maggiori entrate in dollari, specialmente da parte dei cubani all'estero.
Come influenzano le nuove tariffe di ETECSA i cubani sull'isola?
Le nuove tariffe di ETECSA colpiscono principalmente i cubani sull'isola, limitando l'accesso a internet solo a coloro che possono pagare in dollari o ricevere rimesse dall'estero. I prezzi in valuta nazionale sono esorbitanti e superano il salario medio, rendendo il servizio inaccessibile per la maggior parte. Questo è stato visto come una forma di esclusione sociale ed economica.
Quali misure di protesta sono emerse contro l'aumento delle tariffe di ETECSA?
Di fronte all'aumento delle tariffe di ETECSA, sono state proposte misure di protesta come il "fermo totale" delle ricariche dall'estero, promosso da attivisti e cubani in esilio. Questa proposta mira a esercitare pressione sul governo sospendendo le ricariche internazionali, che rappresentano una fonte chiave di entrate in dollari per il regime. Inoltre, ci sono appelli alla solidarietà per non inviare ricariche come forma di resistenza economica.
Quali giustificazioni ha fornito ETECSA per le nuove tariffe?
ETECSA ha giustificato le nuove tariffe sostenendo difficoltà operative e la necessità di mantenere la rete. Tuttavia, molti utenti ed esperti hanno messo in dubbio la veridicità di queste giustificazioni, accusando l'azienda di incompetenza e mancanza di trasparenza. Le spiegazioni ufficiali sono state viste come una strategia per giustificare un aumento delle tariffe impopolare.
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