Il Governo di Spagna ha riattivato il dibattito su la regolarizzazione straordinaria degli immigrati in situazione irregolare, una proposta che potrebbe beneficiare circa mezzo milione di persone che attualmente risiedono nel paese senza documentazione.
Questa iniziativa, inizialmente promossa come Iniziativa Legislativa Popolare (ILP), era ferma da più di un anno al Congresso nonostante sia stata sostenuta da oltre 600.000 firme e dal supporto di ampi settori della società civile.
La proposta ha ripreso slancio dopo la redazione di un progetto di legge da parte del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), che prevede un "regime transitorio, eccezionale e limitato nel tempo", secondo El Mundo.
Questa normativa offrirà permessi di soggiorno e lavoro a stranieri che si trovano in Spagna da prima del 31 dicembre 2024 e che soddisfano una serie di requisiti ancora da definire in un decreto successivo.
Il nuovo testo non solo mira a sbloccare l'ILP originale, ma anche a complementare la recente riforma del Regolamento sugli Stranieri, in vigore dal 20 maggio.
Secondo cifre ufficiali, questo regolamento permetterà di regolarizzare la situazione di circa 900.000 migranti in tre anni, attraverso meccanismi come l'arraigo sociolavorativo e formativo, visti speciali e facilitazioni per il ricongiungimento familiare.
Tuttavia, lo stesso Esecutivo ha riconosciuto che la riforma non sarà sufficiente per garantire supporto a tutte le persone in situazione di vulnerabilità o con richieste di asilo respinte.
Una deuda pendente con la realtà sociale
Dal Esecutivo, la portavoce del Governo, Pilar Alegría, ha celebrato che la questione "riprenda velocità di crociera" e ha evidenziato l'importanza di dare risposta a una realtà sociale che non può più essere ignorata.
Per parte sua, il ministro della Presidenza, Félix Bolaños, ha sottolineato che molte di queste persone lavorano da anni e contribuiscono all'economia in settori come la cura degli anziani, il lavoro domestico, l'agricoltura o l'edilizia, senza alcun tipo di protezione legale o lavorativa.
Migranti in situazione irregolare hanno denunciato su 20 Minutos che "non avere documenti è la rovina", riflettendo la precarietà e la paura costante che comporta vivere senza documentazione in Spagna. Per molti, la possibilità di regolarizzazione rappresenta non solo un'opportunità per ottenere diritti fondamentali, ma anche un'occasione per integrarsi pienamente nella società spagnola.
La possibilità di regolarizzazione rappresenta, per molti, non solo un modo per ottenere diritti fondamentali, ma anche un'opportunità per integrarsi pienamente nella società spagnola.
Negoziazioni e tensioni politiche
La trattazione del nuovo testo legislativo non è esente da tensioni tra i diversi gruppi parlamentari. Da Sumar, il suo portavoce Verónica Martínez Barbero ha valutato positivamente il cambio di rotta del PSOE, ma ha avvertito che la sua formazione proporrà un calendario più accelerato e un'estensione del quadro temporale fino alla data di entrata in vigore della norma.
Podemos, da parte sua, ha mostrato meno entusiasmo. La sua segretaria generale, Ione Belarra, ha criticato il Governo per non aver scelto un decreto legge, come avvenne con la regolarizzazione attuata dall'ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero nel 2005. Inoltre, ha negato l'esistenza di una trattativa aperta tra il suo partito e l'attuale Esecutivo, che ha definito "Governo di guerra".
Cosa viene adesso?
La proposta sarà discussa in audizione nella Camera Bassa, dove i partiti dovranno definire i dettagli prima che passi in Commissione e, successivamente, all'Aula del Congresso.
In caso di approvazione, segnerebbe una pietra miliare nella politica migratoria spagnola, riconoscendo i diritti di una popolazione fino ad ora invisibilizzata e offrendo un percorso legale a centinaia di migliaia di persone che sono già parte attiva della vita quotidiana del paese.
Organizzazioni civili e di supporto ai migranti hanno annunciato mobilitazioni e campagne informative per garantire che la misura non venga indebolita durante la sua trattazione parlamentare. Nel frattempo, centinaia di migliaia di persone —tra cui una vasta comunità cubana— continuano ad aspettare che questa volta il Congresso non giri loro le spalle.
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