Fratello di un'alta funzionaria del MINREX attacca il regime dopo la morte della madre di un prigioniero politico

Abel Tablada ha anche messo in discussione il sistema giudiziario e repressivo cubano dopo la morte di Zoila Esther Chávez, madre del prigioniero politico José Gabriel Barrenechea.


L'architetto cubano Abel Tablada, fratello di Johana Tablada de la Torre, vicedirettore generale della Direzione Stati Uniti del Ministero delle Relazioni Estere di Cuba (MINREX), ha criticato aspramente il regime cubano dopo il decesso di Zoila Esther Chávez, madre del prigioniero politico José Gabriel Barrenechea, che è morto senza poter dire addio a suo figlio.

In un post sui suoi social media, Tablada ha espresso: “Zoila è morta e non ha potuto vedere suo figlio dopo aver supplicato di lasciarla vederlo prima di morire. È morta soffrendo a causa della sua malattia, ma ancora peggio, per il suo dolore come madre”.

Captura di Facebook/Abel Tablada

Añunse che questo fatto “sembra il copione di un film che racconta le atrocità di un altro paese e di un'altra epoca, ma no, è un fatto accaduto proprio oggi a Cuba”.

La critica acquista particolare rilievo a causa del legame familiare di Tablada con un'alta funzionaria del MINREX, il che evidenzia fratture all'interno del cerchio ristretto del potere e il crescente discontento in settori storicamente leali al governo.

In his text, Tablada has also launched an attack against the repressive organs of the State, the official media, and the judicial system, accusing them of functioning as tools of censorship and repression. "Qui i reportage sui casi giudiziari servono a minacciare i più deboli, mai coloro che detengono davvero il potere", ha denunciato.

Zoila Esther Chávez, di 84 anni, è deceduta domenica 4 maggio senza poter dire addio a suo figlio, come confermato da attivisti sui social media. La donna aveva perso la parola e presentava una respirazione flebile prima della sua morte.

Barrenechea, scrittore e giornalista indipendente, è stato arrestato nel novembre del 2024 per aver partecipato a una protesta pacifica contro i blackout a Cuba. La sua detenzione è stata considerata arbitraria da organismi che difendono i diritti umani.

L'incarcerazione di Barrenechea ha privato sua madre delle cure adeguate, lei che soffriva di cancro e necessitava di attenzione costante.

A metà aprile, Zoila, molto malata e sola, inviò un messaggio straziante per la liberazione di suo figlio. “A volte mi sento male, chiudo la porta perché ho paura, mi sdraio e chiedo a Dio e alla Vergine che mi aiutino e mi lascino vedere l'alba, perché l'unica cosa che voglio è, prima di morire, anche solo passare un mese con mio figlio; ciò che desidero di più è vederlo entrare da quella porta”.

Le organizzazioni della società civile cubana hanno richiesto la liberazione immediata di José Gabriel Barrenechea e la protezione di sua madre, ma il regime ha ignorato il loro appello.

“Le mie più sentite condoglianze a suo figlio, che non dovrebbe essere in carcere, a tutta la famiglia e al popolo di Encrucijada”, concluse Tablada, facendo riferimento alla località natale della famiglia. Inoltre, lanciò un appello alla coscienza collettiva, evocando l'esempio delle Madri di Plaza de Mayo e altre lotte popolari per la giustizia sociale.

Sua sorella, Johana Ruth Tablada de la Torre è una diplomatica cubana che ricopre il ruolo di vicedirettore generale della Direzione Stati Uniti del MINREX. Da quella posizione, si è affermata come una delle principali portavoce del regime in materia di politica estera, specialmente per quanto riguarda le relazioni bilaterali con Washington.

Tablada ha protagonizzato multiple polemiche per la sua difesa pubblica del governo cubano, negando, per esempio, l'esistenza di basi di spionaggio cinesi sull'isola e attribuendo a Stati Uniti la crisi migratoria. Inoltre, è stata inserita in liste di repressori da parte di organizzazioni per i diritti umani, accusata di diffondere propaganda ufficiale e giustificare violazioni ai diritti fondamentali.

Domande frequenti sulla situazione dei diritti umani e dei prigionieri politici a Cuba

Chi è José Gabriel Barrenechea e perché è stato arrestato?

José Gabriel Barrenechea è uno scrittore e giornalista indipendente cubano che è stato arrestato nel novembre 2024 per aver partecipato a una protesta pacifica contro i blackout a Cuba. La sua detenzione è stata definita arbitraria da organismi a difesa dei diritti umani, e da allora rimane incarcerato senza aver ricevuto un giusto processo.

Cosa è successo con la madre di José Gabriel Barrenechea?

Zoila Esther Chávez, madre di José Gabriel Barrenechea, è deceduta senza poter dare l'addio a suo figlio a causa del rifiuto del regime cubano di consentirle un'ultima visita. La sua morte è vista come un simbolo della disumanizzazione e della crudeltà del regime, che non solo punisce i dissidenti, ma anche le loro famiglie.

Come ha reagito la comunità internazionale di fronte alla situazione di José Gabriel Barrenechea e di sua madre?

La comunità internazionale, inclusa l'Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Zoila Esther Chávez e ha chiesto la liberazione dei prigionieri politici a Cuba. Organizzazioni per i diritti umani e attivisti hanno denunciato la situazione e hanno esortato la comunità globale a esercitare pressione sul regime affinché rispetti i diritti fondamentali dei suoi cittadini.

Quali azioni hanno intrapreso gli attivisti e le organizzazioni per i diritti umani a Cuba riguardo a questo caso?

Attivisti e organizzazioni per i diritti umani hanno richiesto l'immediata liberazione di José Gabriel Barrenechea e hanno denunciato il trattamento disumano riservato a sua madre. Hanno fatto un appello alla coscienza collettiva e ricordato l'esempio delle Madri di Plaza de Mayo, richiedendo giustizia per tutte le famiglie colpite dalla repressione del regime cubano.

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