Il Sistema Elettrico Nazionale (SEN) sta attraversando questo sabato un'altra giornata tesa, dopo ore di disservizi generalizzati che sono persistiti per tutta la notte e si prevede continueranno nel corso della giornata, specialmente nelle ore di punta della sera.
Secondo il report ufficiale dell'Unione Elettrica, la disponibilità energetica alle 7:00 era di soli 1750 megawatt (MW), rispetto a una domanda che già raggiungeva i 2280 MW, causando un deficit di 562 MW.
Per il mezzogiorno si prevede un'affettazione di 1150 MW, ma il momento più complicato è previsto per l'orario di punta notturno, quando la domanda potrebbe salire fino a 1570 MW.

Durante la giornata di venerdì, l'interruzione del servizio è durata per 24 ore, senza che si riuscisse a ripristinare completamente l'erogazione nemmeno durante le prime ore di oggi.
Il momento più complesso si è verificato alle 20:00, quando il deficit ha raggiunto i 1657 MW, coincidendo con il picco della domanda nazionale. La cifra non solo ha superato i livelli pianificati, ma è stata aggravata dal ritardo nell'entrata in funzione dei motori di Moa e da un consumo superiore a quello previsto.
Il deficit energetico, che supera già di gran lunga la capacità di risposta in molte zone del paese, è ulteriormente aggravato da una combinazione di fattori strutturali, manutenzioni pianificate e guasti imprevedibili in importanti centrali termoelettriche, così come una critica scarsità di combustibile che limita il funzionamento di decine di centrali di generazione distribuita.
Tra le principali avarie segnalate ci sono due unità della termoelétrica Mariel e Felton. Inoltre, restano fuori servizio per manutenzione cinque blocchi delle CTE Santa Cruz, Cienfuegos e Renté.
In totale, 369 MW sono fuori servizio a causa di limitazioni termiche, a cui si aggiungono 441 MW appartenenti a 77 centrali di generazione distribuita che sono ferme per mancanza di combustibile, e altri 79 MW fuori servizio per mancanza di lubrificanti, il che evidenzia una situazione estremamente fragile del sistema.
Il SEN ha registrato una modesta produzione di energia rinnovabile: gli otto nuovi parchi solari fotovoltaici hanno generato un totale di 1052 MWh il giorno precedente, un contributo insufficiente per coprire il crescente deficit.
Per l'orario di punta, se prevede il reintegro di 200 MW derivanti da motori attualmente fermati per mancanza di carburante; la disponibilità totale raggiungerebbe a malapena i 1950 MW, rispetto a una domanda di 3450 MW.
In questo scenario, il deficit si aggirerebbe intorno ai 1500 MW, con un'impatto reale stimato di 1570 MW se le condizioni attuali dovessero rimanere invariate.
Impatto quotidiano e misure
Queste cifre suggeriscono interruzioni prolungate nel servizio elettrico in tutto il paese, in particolare nelle zone residenziali, dove si dà meno priorità alla fornitura durante le ore di maggior consumo.
Le conseguenze colpiscono non solo le famiglie, ma anche il commercio, la produzione e i servizi pubblici, in un contesto in cui la popolazione deve già affrontare molteplici sfide economiche e sociali.
Il panorama energetico a Cuba continua a essere un riflesso delle difficoltà strutturali del sistema, colpito da anni di deterioramento, dalla dipendenza dai combustibili fossili e da un contesto internazionale complesso.
A breve termine non si intravedono soluzioni definitive, e le autorità energetiche insistono sulla necessità di razionalizzare il consumo e sostenere la transizione verso fonti rinnovabili, anche se queste non rappresentano una percentuale significativa nella matrice energetica nazionale.
La situazione richiede non solo una risposta tecnica immediata, ma anche una strategia sostenibile e a lungo termine per stabilizzare il SEN e ridurre la vulnerabilità di fronte a contingenze come quelle che il paese affronta oggi.
Domande frequenti sulla crisi energetica a Cuba
Qual è la causa principale dei blackout a Cuba?
La causa principale dei blackout a Cuba è il deficit di generazione elettrica, che supera i 1.500 MW. Questo deficit è dovuto a una combinazione di guasti nelle centrali termoelettriche, manutenzioni programmate e a una grave scarsità di carburante che influisce sulla generazione distribuita.
Come influisce la carenza di combustibile sulla produzione di energia elettrica a Cuba?
La scarsità di combustibile ha messo fuori servizio numerosi impianti di generazione distribuita, accumulando centinaia di megawatt al deficit energetico. Questa situazione limita seriamente la capacità del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) di soddisfare la domanda di elettricità, specialmente durante i picchi di consumo.
Quali misure stanno adottando le autorità cubane per affrontare la crisi energetica?
Le autorità hanno implementato interruzioni programmate e promuovono la transizione verso fonti rinnovabili, anche se queste non rappresentano ancora una percentuale significativa della matrice energetica nazionale. Inoltre, si insistere sulla necessità di razionalizzare il consumo. Tuttavia, fino ad ora, non sono state annunciate soluzioni definitive a breve termine.
Qual è l'impatto dei black-out sulla vita quotidiana dei cubani?
Le interruzioni prolungate di corrente influenzano gravemente la vita quotidiana dei cubani, interrompendo attività essenziali come la cottura dei cibi, l'uso degli elettrodomestici e la conservazione degli alimenti. Inoltre, hanno un impatto negativo sul commercio, la produzione e i servizi pubblici, generando un clima di incertezza e frustrazione.
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